Corona, maître à penser

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Per passare da una società liquida al pensiero greve ci vuole davvero poco. Basta una casa editrice (?), Mondadori, che, per poter vendere un pugno di libri in più, non si fa scrupolo alcuno. Anzi. Al punto che le va bene pubblicare tutto. Anche la merda. Pure il libro intitolato “Non mi avete fatto niente” scritto da un mito al contrario. Scritto ovviamente si fa dire. Per ridere.

Fabrizio Corona, l’avanzo di galera pluricondannato più telegenico del piccolo schermo, una volta tornato libero non ci ha pensato su due volte e, uno dopo l’altro, ha messo in fila tutti quei concetti che da sempre alimentano la sua filosofia. Il suo modo di stare al mondo. Il manuale del bulletto da Maurizio Costanzo Show. Ovviamente senza aver fatto tesoro neppure di una briciola di quella che è stata la sua triste parabola giudiziaria, né delle ragioni che lo hanno portato prima in carcere e poi alla condanna.

Ma, in fondo, poco importa. Perché stiamo parlando di un bestseller. Di un libro che ormai svetta nelle classifiche della vicina penisola. Di un libro di 160 pagine, scritto pure in grande, capace di suscitare la curiosità e l’attenzione di chi vede, nella vita vissuta al confine del lecito e l’illecito, uno modello. Perché, dai, chi di voi non vorrebbe essere al suo posto, a guidare una Bentley a 240 all’ora, a fare a botte con una banda di spacciatori a Milano Rogoredo o a fottersi nei bagni di un ristorante stellato una bella figa, chi?

Del resto uno dei capitoli più pregni del Corona-pensiero è proprio quello che s’intitola “Fighe”. Il cui incipit fa così: “Io ho un magnetismo: guardo una donna e dopo un attimo sono lì che me la faccio.” Con tanto di esempi e di nomi e cognomi com’è possibile leggere nella pagina riportata a titolo esemplificativo qui sotto. Il libro di uno che ai suoi lettori serve su di un piatto d’argento la balla che sia sempre possibile non limitarsi al pensare di fare una cosa ma farla davvero. Illudendosi che le conseguenze delle proprie azioni siano trascurabili.

Uno che, come dice lui, incarna “il prototipo del sogno del ragazzo di mentalità medio-bassa: soldi, belle fighe e macchine potenti”. Capace di risvegliare in noi i nostri peggiori istinti. Al punto da farci invaghire di un farabutto che della trasgressione ha fatto il suo credo, senza provare il benché minimo rimorso. Proprio come noi quando non paghiamo il biglietto dell’autobus, spifferiamo il segreto che ci ha confidato un amico o siamo infedeli verso chi diciamo di amare. Insomma, non una merda qualsiasi, ma il re delle merde, alias Fabrizio Corona.

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