Dialogo con Dio

Di

(per ragioni inspiegabili, un uomo riesce finalmente a incontrare Dio)

– Hai avuto l’onore di poter stare al mio cospetto. Puoi chiedermi ciò che vuoi. 
– Molto bene, cominciamo dalla domanda che mi preme più di tutte: perché hai creato l’universo? 
– Io SONO l’universo.  
– E allora perché hai creato anche il male? 
– Io non ho creato il male. 
– Come no: e le guerre, gli omicidi, la violenza, la malvagità che ci sono nel mondo? 
– Quelle cose le avete create voi. Sarebbe anche ora che iniziaste a prendervi le vostre responsabilità invece di giustificarvi incolpando me. 
– Ma la Bibbia dice che… 
– Anche quella l’avete scritta voi.  
– Ma ci sono i tuoi insegnamenti… 
– Veramente nessuno mi ha mai interpellato per un parere quando avete scritto quei quintali di volumi su di me. 
– Ma ci hanno insegnato che la Bibbia è la parola di Dio… 
– Ma secondo te: ti pare che un essere onnipotente, per poter dare ordini ad esseri da lui stesso creati, sia costretto a scrivere un libro in una lingua che capisce solo una piccola parte della popolazione e lasciare tutti gli altri liberi di credere ad altri libri? Se volessi farvi fare qualcosa, ve la farei fare e basta, senza che voi possiate farci niente. 
– E quindi la storia di Gesù? Non è davvero tuo figlio? 
– Siete tutti miei figli. 
– Ma allora l’Inferno e il Paradiso? Da cosa dipende la nostra vita dopo la morte? 
– Paradiso e Inferno li avete inventati voi, così come la vita dopo la morte. Non c’è nulla dopo la vita. C’è la vita, che mi sembra abbastanza. 
– Ma quindi tutti gli insegnamenti biblici che ci sono stati tramandati sarebbero sbagliati? 
– Tutti tranne uno: il libero arbitrio. 
– Ma il libero arbitrio ci mette alla prova: significa che pur avendo la possibilità di fare ciò che vogliamo, dobbiamo comunque seguire le tue regole per guadagnarci la vita eterna…
– No, questo è quello che voi pensate che sia; come ho detto nessuno mi ha chiesto un parere quando avete iniziato a parlarne. Libero arbitrio significa libero arbitrio, e cioè che potete fare quello che vi pare. 
– Ma allora tutti gli insegnamenti, i comandamenti, le parabole? Come facciamo a capire cosa vuoi esattamente da noi? 
– Io non voglio niente da voi. 
– Ma come sarebbe? Ci hai creato, ci hai dato una casa, la razionalità, la possibilità di pensare a te; hai fatto tutto questo per noi… 
– Per voi? Ma secondo te: esisto da 13 miliardi di anni; ho creato la terra dopo una decina di miliardi di anni e ci ho fatto nascere la vita qualche miliardo di anni fa. Poi ho aspettato milioni di anni prima di creare la prima forma di vita evoluta, ma prima di creare voi ho dato la “vostra” casa a delle lucertole giganti per milioni di anni così, perché mi annoiavo, finché non ho deciso di sterminarle tutte e creare animali diversi, con la pelliccia e i capezzoli. Tra questi, dopo altri milioni di anni ho finalmente fatto nascere il primo di voi, però l’ho fatto profondamente stupido e incapace di riconoscermi. E l’ho lasciato così per un milione di anni. Poi, finalmente, vi ho fatto evolvere abbastanza da poter pensare a me ma ho comunque aspettato, perché prima di arrivare a me ne avete immaginate di ogni tipo. E ho fatto tutto questo ben sapendo che tra appena qualche miliardo di anni la vostra stella vi spazzerà via per sempre dall’universo mentre io continuerò ad esistere per altri miliardi di anni dopo che non ci sarete più. Fate parte di una frazione infinitesimale del mio tempo e vivete in una percentuale infinitesimale del mio spazio, che non sarete neppure mai in grado di esplorare tutto. Ti sembra che io possa aver fatto tutto questo per voi? Non siete un po’ troppo egocentrici? 
– Ma io credevo che tu avessi bisogno del nostro amore per… 
– Io non ho bisogno di voi: siete voi che avete bisogno di me. 
– Dunque non sei arrabbiato con noi per quello che accade nel mondo? 
– Arrabbiato? E perché dovrei? Sono sconfortato, semmai, e incredulo nel vedere con quanta stupidità stiate sprecando la vostra vita. 
– Non hai dunque intenzione di punirci? 
– Punirvi? E perché mai? Sprecate il dono della vita infliggendovi sofferenze reciproche, mi sembra che vi stiate già punendo da soli. 
– Ma che senso ha la vita senza delle regole? Senza poter distinguere il bene dal male, il giusto dallo sbagliato? 
– Non ho detto che non ci siano regole, ho detto che a me non interessa. E’ compito vostro stabilire cosa è giusto e cosa no e come impiegare al meglio la vostra vita. 
– Ma se non ci imponi alcuna regola, allora qual è il senso della vita?  
– Viverla. 
– Scusa? 
– Il senso della vita è “viverla”. 
– …Tutto qui? 
– Tutto qui? Vi ho elargito un dono irripetibile, un mezzo per fare tutto quello che volete, sperimentare cosa volete, agire come volete, pensare e conoscere quello che volete. Un dono che vi permette di esistere, essere, pensare e agire; avete addirittura la possibilità di procreare per permettere ad altri di godere dello stesso dono. Non è colpa mia se lo sfruttate per farvi la guerra, arrecarvi reciproca violenza e distruggere il vostro habitat. L’ipotesi che voi usaste questo dono in modo così stupido non l’avevo neppure considerato. 
– Quindi dobbiamo semplicemente vivere come meglio crediamo? 
– Esattamente.  
– Ma a questo punto: quale deve essere la cosa più importante per noi? Cosa dobbiamo seguire? 
– Il tempo. 
– Il tempo? 
– Certo. Avete a disposizione un sapere infinito, un potenziale infinito; potete avere soldi infiniti, avete infinte possibilità di relazionarvi con gli altri e col mondo, potete possedere oggetti infiniti. Potete andare dove volete, esplorare tutto quello che volete. Potete avere tutto, perdere tutto e riprendervi tutto. Non avete alcun limite nell’universo, a parte il tempo. Quello è limitato e non potete fare niente per modificarlo. La cosa più importante della vostra vita è il tempo che avete a disposizione per fare quelle cose, realizzarle, conoscerle, e dare alle generazioni future la possibilità di avere altro tempo per continuarle. Fai buon uso di ogni singolo secondo della tua vita, perché nessuno di essi ti sarà mai restituito. 
– Ma se distruggessimo il mondo, se il male vincesse, se non riuscissimo a realizzare quelle cose perché le nostre stesse scelte ce lo impedissero? 
– Questo non è un problema mio, è un problema vostro. Risolvetelo invece di prendervela con me.

Dalla pagina FB di Paolo Tuttotroppo

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