È Ghiringhelli a fomentare odio?

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Giorgio Ghiringhelli e la sua islamofobia perniciosa hanno raccolto molti consensi, ma al contempo, hanno fatto sorgere un’opposizione ferma a quella che, oggettivamente, è una proposta sciocca e irrealizzabile.

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Avevamo già abbondantemente parlato della petizione di Ghiringhelli (leggi qui), un testo sostenuto dall’UDC che chiedeva al parlamento di proibire in pubblico quelle che lui chiama “le preghiere dell’odio” e che sono, nella distorta idea di Ghiringhelli, solamente islamiche. A spiegare con chiarezza quanto siano inutili queste proposte, ci ha pensato stavolta Lorenzo Jelmini.

Il parlamentare PPD, in un articolo alla Regione Ticino, spiega con parole semplici il perché l’idea è stata rigettata dal parlamento. Scrive Jelmini:

“…come ho avuto modo di spiegare in Gran consiglio, la sua è una proposta inutile e inapplicabile. 
Inutile perché chiede la modifica della Legge sull’ordine pubblico introducendo un divieto, incitamento all’odio e alla discriminazione, che è già indicato e sanzionato dal Codice penale svizzero. (…) Dovessimo seguire la sua richiesta saremmo costretti a vietare nei luoghi pubblici di commettere molti altri reati, come rubare o uccidere, che sono già chiaramente vietati…”

Come dicevamo, l’incitamento all’odio è già punito dal codice penale, a che scopo allora fare ciò che vorrebbe Ghiringhelli? Beh, ovvio, come per la votazione anti burqa, si continua battere sempre sullo stesso chiodo creando tensioni e pericoli. Jelmini prosegue, valutando ovviamente l’impossibilità di dare seguito alla proposta:

“…le preghiere che si vorrebbe vietare vengono espresse in arabo. Ma come è possibile sapere se una determinata preghiera espressa in arabo incita all’odio e ancora, chi sarà preposto per valutare se chi sta pregando incita all’odio? Occorre insegnare la lingua araba agli agenti di polizia o bisogna forse assumere presso la Polizia cantonale agenti stranieri di origine araba per effettuare questi controlli?”

Ci immaginiamo già i corsi di arabo in polizia, magari organizzati dallo stesso Ghiringhelli. Jelmini arriva al punto cruciale. Scopo di Ghiringhelli non è proteggerci, ma incitare l’odio.

“ (…)Evidentemente il suo obiettivo non è quello di vietare un reato già sanzionato dal codice penale, ma piuttosto quello di fomentare paure o odio contro chi è diverso da lui. Pensandoci bene, forse questo potrebbe essere penalmente rilevabile o punibile. (…)Ma non è certo diffondendo generiche paure e odio verso gli altri che possiamo affrontare questo problema. Non è nella cultura del nostro Paese. Difatti, contrariamente ad altre nazioni, come Francia o Belgio, dove ritroviamo interi quartieri occupati da stranieri che vengono marginalizzati, la Svizzera ha da sempre adottato e sostenuto due importanti valori: l’accoglienza e l’integrazione. Proprio grazie all’integrazione siamo oggi in grado di dire che il fondamentalismo non ha trovato possibilità di svilupparsi.”

Parole sante. A creare odio e a moltiplicarlo ci sono quelli come Ghiringhelli e i suoi amici. Noi vogliamo davvero la sicurezza e non la si ottiene sparando continuamente a zero su brava gente che vive insieme a noi.

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