Fermi tutti… O chiamo il mio Avocado!

Di

È inutile far finta di nulla: ci hanno invasi.

Da qualche anno a questa parte, volenti o nolenti, siamo assistendo alla loro inesorabile avanzata sugli scaffali adibiti alla vendita di frutta e ortaggi di qualsiasi supermercato.

Ma non solo! Il loro silenzioso ingresso nella nostra vita non si limita soltanto all’alimentazione. Li troviamo come ingredienti per saponi, maschere per il viso e detergenti di vario genere e tipo.

Eppure, nonostante sia un frutto sicuramente esotico e dall’apporto calorico non ignorabile, è diventato tanto famoso da essere entrato a far parte della dieta di tantissimi ticinesi.

Persino io, che ho snobbato l’avocado per diverso tempo etichettandolo come “frutto esotico indegno del mio interesse più marginale” mi ritrovo a parlarne e a scriverci a riguardo.

Tutto è iniziato dalle mie furtive occhiate alle “schiscette” dei miei colleghi. Poi, siccome sono sempre alla ricerca di qualche nuova ricettina da copiare o modificare, ho iniziato a chiedere quali fossero gli ingredienti di tutte queste meravigliose leccornie da pausa pranzo.

“Ah sì, ho messo questo, quello, quell’altro e ovviamente l’avocado”.

A questo punto, intenta a sormontare i miei pregiudizi, l’ho provato e mi è piaciuto un sacco.

In particolare, ho scoperto che mi piace tagliarlo in fettine sottili e condirlo con un pizzico di sale, una spolveratina di pepe, una spruzzata di limone e qualche semino di sesamo, lino e di papavero.

Buonissimo, davvero!

Ma cosa si cela dietro a questo frutto così buono e così di moda?

In realtà l’avocado è un alimento molto controverso: da una parte è considerato una fonte molto importante di grassi insaturi, aspetto che lo rende il perfetto sostituto del formaggio per chi vuole abbassare il colesterolo o per chi si impegna nella preparazione di ricette vegane e, in alcuni casi, vegetariane.

Dall’altra, purtroppo, come tutti gli alimenti che costituiscono una “moda”, la domanda sempre più alta può far sì che si sviluppino situazioni di sfruttamento nei Paesi esportanti. Per questo motivo, in alcune nazioni sudamericane come ad esempio il Cile, intere popolazioni stanno vivendo situazioni di grave disagio perché le risorse idriche vengono per la maggior parte, se non interamente, impiegate per la coltivazione degli avocado. Il problema è che per i residenti non è previsto il consumo dei frutti per cui fanno tutti questi sacrifici.

Oltre al danno, pure la beffa, insomma.

Questa notizia ha alimentato il consumatore etico che c’è in voi? Non disperate! Ho una piccola fantastica soluzione per voi: coltivare l’avocado in casa propria. Certo, per ottenere i risultati sarà necessario attendere circa un lustro… ma perché non provare?

Per iniziare, è sufficiente acquistare un avocado, estrarne il grande nocciolo e ripiantarlo. Esistono un sacco di procedure e di tutorial a riguardo, sia per esperti con il pollice verde, sia per chi, come me, di giardinaggio non se ne intende per niente.

Ora, dopo esservi assicurati una scorta a vita, nonché gratuita, di questo frutto, potete iniziare a usarlo come ingrediente per le vostre ricette più sfiziose. Fate attenzione, però, se avete degli animali domestici in casa! Infatti, è risaputo come l’avocado, in tutte le sue componenti compreso il nocciolo, sia un alimento altamente tossico per gli animali, in particolare gli uccelli.

Dopo tutte queste informazioni, avete tutti gli spunti per provarlo, per darvi alla botanica o per smuovere le coscienze sulla situazione di sfruttamento nei Paesi sudamericani.

Se invece, la parte che vi ha colpiti di più riguarda la loro invasione dei supermercati ticinesi… chiamate il vostro avocado!

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!