Grazie Salvini, che ci ridai l’orgoglio

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Si può fingere, ma qualcosa sta succedendo. Non è una questione partitica, ma di anime. Il governo (di fatto) Salvini, con la sua intolleranza e la sua crudezza, coi suoi stilemi mussoliniani, le mascelle protese, gli assist a una destra improponibile anni fa, sta forse facendo il miracolo.

Il miracolo di compattare duramente un popolo. Certo, Salvini stravince, e incamera l’emorragia dei voti pentastellati, che ormai sono credibili come un cartone animato giapponese. Ma proprio questo suo vincere assecondando la beceraggine dell’estrema destra, proprio questo atteggiamento prepotente, vessatorio e manipolatore, sta compattando un altro popolo.

Attenzione, non sto parlando di PD o di sinistra, parlo di un popolo più ampio, che però è meno ideologicizzato. Ai tempi del fascismo, Mussolini come un pettine, raccolse i capelli che erano gli italiani, li pettinò per bene, li raccolse e avvolse in una crocchia stretta stretta. Poi venne un po’ di brezza dal mare e qualche capello sfuggì alla pettinatura. A dire il vero qualche capello sfugge sempre, all’inizio non li vedi. Poi quella brezza divenne un vento più deciso, e i capelli diventarono ciocche, disordinate e arruffate, quelle ciocche che per quanto cerchi di reinfilarle al loro posto non ne vogliono sapere di riallinearsi.

Claudio Bisio, Emma Marrone, i comici genovesi Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, sfidano con tanti altri non Salvini in se stesso, ma quello che Salvini sta loro facendo. Sono artisti e persone comuni che non stanno più zitti, Salvini e la sua genoria li hanno costretti a schierarsi. Molti di loro non volevano neanche farlo magari, ma alla fine sono sfuggiti dalla crocchia. Questi artisti sono solo gli ultimi tre di molti: Claudio Bisio che denuncia il clima assurdo e pesante in RAI, Emma Marrone che dal suo palco denuncia le aggressioni verbali violente sui social solo perché ha mostrato solidarietà coi migranti. Luca e Paolo che alla loro ultima trasmissione, cantano una pesantissima versione di “Teorema” di Ferradini

I migranti, spogliati dal ruolo di problema, diventano simbolo su cui si sta combattendo questa guerra partigiana, che non si fa con le pallottole e i moschetti Carcano o gli Sten inglesi. Questa è una battaglia di dignità fatta dagli artisti, dai sindaci ribelli che aprono i porti, dalle parole sugli autobus, dalla denuncia di un maestro razzista. L’Italia fa in questi giorni quello che meglio le riesce nella sua emotività congenita, dare prova di bassezze inusitate e al contempo esprimere i più fulgidi esempi di bellezza e coraggio civile.

Salvini è riuscito a ridare orgoglio a gente che era spenta. Il suo continuo martellare odio ha esasperato persone che si sono sentite messe all’angolo e ora da quell’angolo hanno deciso di uscire. Saliranno sulle montagne e terranno accesa una fiamma, come hanno fatto quasi 80 anni fa, la fiamma di un antifascismo moderno che affronta dopo tanto tempo lo stesso mostro con abiti diversi. Buona fortuna, Italia

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