Il salario minimo spaventa la Lega

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La sinistra stavolta è compatta. Sono i Socialisti, i Comunisti e i Verdi del Ticino a dire che non molleranno sul salario minimo. E questo nonostante i patetici attacchi leghisti, che cercano di infinocchiare i ticinesi facendo loro credere che ne beneficeranno solo i frontalieri.

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Che la Lega sia sempre di più il partito dei ricchi lo avevamo capito da tempo, certe esternazioni di Gianmaria Frapolli e Norman Gobbi durante lo sciopero dei marinai della navigazione, dove facevano passare i dipendenti per dei fannulloni arruffapopoli, erano significative. (leggi qui)

La Lega ha sostenuto anche ulteriori milioni di tagli nel sociale, facendoli pagare ai ticinesi, e allo stesso modo contribuì ai tagli degli assegni di prima infanzia.

Ma non solo, la Lega che oggi aggredisce la sinistra sul salario minimo, è quella che assume frontalieri, come le ditte Bignasca o quella del patron di Prima i Nostri Alberto Siccardi, quello che ha il 90% di frontalieri nella sua ditta e che paga gli ingegneri 4’000 franchi al mese. Questa è la gente che vuole dare lezioni a chi chiede un salario minimo decente per tutti i lavoratori.

Oggi la sinistra ripete a muso duro che il salario minimo per una persona singola in Ticino è di 3’866 franchi lordi mensili, non è una cifra inventata, ma frutto di calcoli seri e ponderati, calcoli che molti ticinesi fanno ogni giorno e che potranno confermare. Il governo invece, Bertoli escluso perché il ministro socialista non ha mai sottoscritto questa presa di posizione, ne propone 3’372. Sono 500 franchi in meno al mese, 6’000 l’anno. E tutti voi sapete che differenza possono fare 500 franchi mensili su un reddito basso.

In tutto questo bailamme, i rappresentanti in parlamento dei partiti borghesi (PLR, PPD) sommati alla destra di Lega e UDC, hanno votato contro l’entrata in materia per la discussione sul salario minimo. Come per le borse di studio.

Infatti, sappiamo benissimo come la pensa chi difende i ricchi e se ne infischia in realtà della gente. Perché un salario minimo non è un regalo, ma uno stipendio decente per non pesare sullo Stato con un inutile assistenzialismo che poi pagano comunque i ticinesi. È ovvio che borghesi e destra preferiscano che a pagare sia il vituperato sSato (che siamo noi) con assistenza e disoccupazione, piuttosto che chiedere al padronato di dare stipendi decorosi. Come si potrebbe sfruttare la gente sennò? Dunque si deciderà dopo le elezioni, quando certe grasse chiappe saranno comodamente sedute sui loro scranni per i prossimi quattro anni.

La Lega è spaventata, infatti il comunicato leghista che da addosso alla sinistra non appare né sulla pagina ufficiale di Facebook del movimento né su quella di Quadri. Evidentemente la paura di commenti negativi da parte della stessa base leghista è forte, si evince anche dai commenti sparsi che sono decisamente pro salario minimo. La teoria che col salario minimo si pagano meglio i frontalieri è infatti ridicola e patetica, perché si pagano meglio anche gli svizzeri, e a parità di stipendio è ovvio che i residenti saranno favoriti. L’unico vantaggio di assumere frontalieri è infatti proprio nel fatto di pagarli poco.

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