La guerra dei senzatetto

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Non puoi colpire i senzatetto? Colpisci chi li aiuta. Parlare di barboni oggi è doveroso, lo è per Lugano, con personaggi come Quadri che arrivano a fare distinzioni addirittura tra barboni autoctoni e stranieri, lo è per Como, che ha intrapreso una vergognosa politica nei confronti dei senzatetto. Lo è per il freddo che attanaglia le nostre città e che ci crea angoscia ogni volta che pensiamo a queste povere anime raminghe.

Perché questo freddo, che entra anche nelle nostre ossa di privilegiati, con una casa riscaldata e delle coperte e tutti gli ammenicoli per darci tepore, morde feroce le persone che una casa per rifugiarsi non ce l’hanno.

E allora come dimenticare la politica infame della giunta comasca guidata dal medico leghista Mario Landriscina, che aveva deciso di comminare 300 euro di multa a chi aiutava o forniva cibo i senzatetto? La legge, varata come regalo di natale, gridava vendetta al cielo degli uomini, perché non è possibile preoccuparsi di non dare il pane ai cigni che sennò stanno male e togliere il calore agli esseri umani.

Intanto i senzatetto, si sono visti in questi mesi multare e sequestrare i cartoni su cui dormono. Un triste e vergognoso agire che ricorda le polemiche sorte recentemente a Trieste, quando il vicesindaco (leghista pure lui, ça va sans dire) aveva gettato tutti gli averi e le coperte di un senzatetto in un cassonetto (leggi qui).

Eppure non tutti ragionano così, in un nostro recente articolo parlavamo di una targa messa alla stazione termini di Roma in memoria di una barbona morta. Una targa posta dalla Comunità di Sant’Egidio e dalle ferrovie stesse (leggi qui).

Questi approcci muscolari delle giunte leghiste, per cui il disprezzo dei poveri è pari a quello dei migranti sono una vergogna per la civiltà. Altri modi sono possibili, altri approcci a casi tragici sono attuabili. Si potrebbe spendere qualche soldo in meno per le facciate illuminate della piazza comasca a Natale e creare un centro di prima accoglienza per i senzatetto, ma questo non fa businnes.

E mentre turisti e comaschi felici girano tra le bancarelle cercando regali, mentre andiamo nelle vie dello shopping a cercare l’affare, quelli che di affari non ne fanno si vedono rubare anche i cartoni, il sottile baluardo che li separa dal gelo dell’asfalto.

Landrascina, spaventato dal vespaio di polemiche suscitate da questo provvedimento scellarato “sta lavorando per modificare l’ordinanza”. La cosa tragica è però che a gente cosi, la vergogna gliela devi inculcare a forza, da parte loro non sorge nessun germoglio di pietà autonoma. E oggi, le vie di Lugano e di Como, quelle vie che arricciano il naso quando vedono i disperati, hanno degli alleati decisi a tenere pulito il salotto di casa. Un salotto che nel suo lustro, ha un’aridità che fa sembrare un giardino il Sahara.

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