La mattanza degli insetti

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Oltre il 40% degli insetti è a rischio estinzione. A lanciare l’allarme, un’analisi di altre 73 ricerche condotte e pubblicate negli ultimi anni che ci rivela come questi animali, essenziali per la vita sul nostro Pianeta, stanno sparendo a una velocità otto volte maggiore rispetto a quella di uccelli, rettili e mammiferi. Un’ecatombe il cui rischio più grande è quello di portare gradualmente al collasso dei nostri ecosistemi.

Se i ghiacciai si stanno sciogliendo più velocemente del previsto e le stime fatte vanno riviste al ribasso perché le riserve di ghiaccio delle catene montuose asiatiche sono state finora sopravvalutate di quasi un quarto, per quanto riguarda gli insetti la situazione è forse ancor peggiore. Nel prossimo decennio ne scomparirà un quarto, in 50 anni la metà e in un secolo, se l’andamento rimane quello degli ultimi 25-30 anni, in pratica non ce ne saranno più.

Alla faccia di chi già vedeva in larve, lombrichi, formiche e cavallette una valida alternativa alla carne, anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Ma, uomo a parte, gli insetti sono soprattutto la principale fonte di cibo per migliaia di specie animali, che si troverebbero così sprovviste di nutrimento. Uno scenario allarmante, soprattutto se si pensa alla catena alimentare, che ci fa capire quanto la scomparsa di questi minuscoli animali non sia un problema di poco conto, ma prefiguri quella che potrebbe essere la sesta estinzione di massa, una teoria peraltro sostenuta da numerosi scienziati.

Ad avvalorare questa ipotesi, i dati statistiche che ci dicono come, dalla comparsa della civiltà umana ad appena cinquant’anni fa, a causa nostra sia scomparsa una percentuale di animali grossomodo pari a quella di questi ultimi cinquant’anni. E negli ultimi 25-30 anni la biomassa globale degli insetti presenti sul Pianeta è diminuita addirittura dell’ottanta percento. Una mattanza per la quale non si sta facendo nulla e nessun provvedimento che possa frenare o invertire la tendenza a livello globale sembra stagliarsi all’orizzonte.

Qualcuno di voi, che probabilmente avrà già abbandonato la lettura di quest’articolo, si sarà detto “poco male” pensando al sollievo di non dover più combattere col fastidio di certi insetti, zecche e zanzare in cima alla lista. Ma, qui, a fare la fine della zanzara sarà probabilmente l’Homo Sapiens che ignora o sottovaluta quanto alcuni insetti siano essenziali per l’impollinazione delle piante o per arricchire e rendere fertili i nostri campi. Senza di loro probabilmente non esisteremmo neppure noi, uomini. Insetti che si divorano gli uni con gli altri sopra un piccolo atomo di fango.

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