La neve, l’unica scusa che c’è rimasta

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Stamattina molti di voi si saranno alzati di buon umore, alcuni ci avranno fatto caso, altri meno. La meteo aveva mandato l’allerta, quell’allerta che solo 20 o 30 anni fa non c’era e dormivi uguale e al mattino al massimo mettevi gli stivali e tiravi fuori la pala. Oggi tutto si ferma.

Ultimamente bastano 5 centimetri di neve per mandare tutti nel panico. Eppure la tecnologia è migliorata e i mezzi per spazzare la neve sono addirittura più performanti. Una volta non c’erano le frese. C’erano gli operai comunali, le schiene, le braccia, le pale. Eppure oggi al liceo mia figlia mi ha detto che a 15 minuti dalle elezioni mancavano la metà degli allievi. Riguardo fuori e rivedo quei 5 centimetri. Boh.

A Bellinzona, memori delle polemiche dell’anno scorso, hanno addirittura annullato il mercato, meglio il deserto che le polemiche, che sui social montano poi come panna, o come neve.

Poi alla radio sento di nuovo che sono previsti 20 o 30 centimetri e di lasciare a casa se possibile le auto. E mi rendo conto di due cose. Siamo noi stessi a creare un panico che solo 25 anni fa non esisteva, perché in fondo siamo da sempre una regione di montagna, mica il Sud della Spagna, e la neve ha sempre fatto parte dei nostri inverni e in altitudine si scavavano le gallerie nella neve per portare a bere le vacche.

Invece oggi cadiamo in preda all’ansia per pochi centimetri perché i media e social ci instillano il panico già dalla sera prima.

Ma c’è un’altra dimensione affascinante, che citavo all’inizio. In fondo, in una società così frenetica come la nostra, la nevicatona è l’unica scusa che riesce a fermarci per un attimo, l’alibi perfetto. Come avere un papà o una mamma che ci danno la giustificazione per la scuola, e allora un relax quasi impossibile ci disegna quel sorriso che molti avevano stamattina appena svegliati, mentre la delusione sgorgava quando, spiando dalla finestra, non abbiamo visto la coltre sperata, ma solo qualche fiocco sporadico.

Quasi un tradimento in fondo, un disinganno. La speranza tradita di un’impossibilità di azione. Questa neve, che nell’era digitale copre anche la nostra anima, dandole una quiete che abbiamo ormai dimenticato. Per cui benvenga la nevicatona, che tutto blocca e infeltrisce. Perché è l’unico modo, al giorno d’oggi, per dire “alt” al nostro cervello. L’unico modo di avere una vera scusa per non fare quasi un fico secco.

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