La truffa ai (e non solo dei) migranti

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“Se non paghi ti sbattiamo fuori.” Te ne puoi andare fuori dalle balle. È questo quello che si sono sentiti dire qui da noi, mica sulla luna, stranieri e richiedenti asilo. Truffati da finti rappresentanti delle autorità che si sono rivolti a loro reclamando un balzello. Una truffa architettata ad arte per sfruttare la condizione di paura e di fragilità di chi è ai piedi della scala.

C’è chi per vivere lo fa servendosi d’espedienti. Furtarelli. Truffe. Del resto, in un inferno in cui 26 supermiliardari si spartiscono la stessa fetta di torta a disposizione della metà (quella più povera) della popolazione del Pianeta, è comprensibile che ci sia qualcuno che s’arrabatti come può. Alla bell’e meglio.

Rientra un po’ nella logica delle cose se, sulla Terra, poco meno di 30 loschi ceffi si spartiscono un reddito pari a quello disponibile a 3,8 miliardi di persone. Cioè a quei poveri cristi a cui spettano solo le briciole. Già. I poveri. Ma, attenzione, perché come capita per i formaggi, con quelli belli puzzolenti, di poveri (e di puzze) ce ne sono di molti, moltissimi tipi.

Per esempio, ci sono quelli che possono votare. Beati loro. Poi c’è chi invece neppure quello. Sono perlopiù stranieri, migranti o richiedenti asilo. Sono loro quelli messi peggio di tutti. E non c’è telefonino e cuffiette che tengano, caro il mio Salvini. Anzi. Sono loro il bersaglio facile, come lo è sparare sulla Croce Rossa.

Certe truffe, ripeto, si possono forse anche capire. Il fascino di un Robin Hood è risaputo. Anche perché rubare ai ricchi per dare ai poveri significa tentare di risanare un po’ le cose. È un modo per raddrizzare qualche torto. Eppure, anche fra i truffatori c’è gente vile, ignobile e meschina. Soprattutto quando se la prendono proprio con la Croce Rossa e non ci pensano mica su due volte a spararle addosso.

“Se non paghi ti sbattiamo fuori.” Se non voti vali meno di zero. Lo ha capito bene chi dei poveri si nutre, chi ne ha fatto una risorsa, carburante per la propria ascesa politica. Promettendo mari e monti in cambio del potere. Ecco perché “prima i nostri” o “prima gli Italiani” paga. Perché i loro voti sono preziosi. Perché pescare voti alle elezioni è più facile di dare la caccia ai pescecani.

È questo il modo più rapido e semplice in cui si può addomesticare e mungere a dovere la democrazia. Altrimenti se proprio hai lo stomaco foderato d’amianto, oppure sei un gran bastardo senza un briciolo di cuore, puoi sempre spacciarti per l’autorità e minacciare di espulsione il primo disgraziato che ti capita a tiro, sicuro che sarà disposto a pagare qualsiasi somma pur di poter restare.

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