Mattino contro Gobbi: ma quale procuratore!

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Neanche secoli di teatro greco, di drammi shakespeariani o commedie goldoniane ci hanno abituati agli assurdi siparietti che si consumano in casa leghista. Gobbi spiega al Mattino della Domenica le sue scelte rispondendo a un articolo anonimo dello stesso Mattino. Se non è teatro d’avanguardia questo…

L’ultima ridicola boutade, appunto, riguarda il procuratore pubblico straordinario, finalmente voluto da Gobbi, dopo anni che la magistratura lo martellava chiedendo aiuto per le montagne di ore straordinarie a cui era sottoposta. Le sollecitazioni ci sono da anni (leggi qui), ne avevamo scritto ancora l’estate scorsa, quando lo stesso ordine degli avvocati aveva caldeggiato l’assunzione:

“Siamo senz’altro favorevoli alla nomina, possibilmente al più presto, di un procuratore pubblico straordinario che per tre anni, come chiede il pg Pagani, si dedichi esclusivamente alle inchieste pendenti da tempo su reati economico-finanziari, portandole finalmente a termine.”

Gobbi, finalmente cosciente che non si possono continuamente aumentare gli effettivi delle forze di polizia lasciando al palo la magistratura, ha optato per l’assunzione di un procuratore straordinario. Capirlo non era difficile come non è difficile capire che un rimorchio di uva non ci sta in un boccalino.

A contraddirlo subito il suo giornale, il Mattino della Domenica, che a firma del solito Zio Bill (anche perché lì non firma nessuno da decenni ormai) sbeffeggia la necessità di un magistrato supplementare. Zio Bill se ne sbatte delle pigne di reati finanziari che si accumulano nei tribunali, e ci fa credere che la magistratura annaspa per colpa delle denunce ai “poveri” pirati della strada o per reati bagatella. Dai, non facciamo i deficienti, per favore.

Ma la cosa buffa è che in una specie di autoerotismo partitico, Gobbi risponde allo Zio Bill, difendendo il giornale sul quale lo Zio Bill scrive in compagnia di merli, corvi, cani pei e tutto lo zoo leghista.

“Non è il Mattino della Domenica, è il signor ‘zio Bill’ che la pensa così”

Ah ecco. Il “signor Zio Bill”, che poi ha probabilmente altri pseudonimi come il merlo di Sumatra o il cetriolo cosmico, spiattella sul Mattino i suoi pensieri, ma il Mattino non c’entra. Lorenzo Quadri è salvo, anche perché come ogni direttore è responsabile della sua testata, ma figuriamoci adesso se legge tutto quello che ci scrivono sopra! E penserete mica che qualcuno lo avvisi? Macché, il Mattino è una specie di foresta vergine dove oranghi leghisti e simpatizzanti di destra scrivono quello che vogliono e quando vogliono alla faccia dei due bambela in governo.

Ops, ho detto bambela? Non volevo, intendevo che loro li chiamano bambela. E non ho in fondo nemmeno detto bambela, potete provarlo? E se l’ho scritto non ne so niente. Qualcuno mi ha di sicuro crackato l’account. Nel frattempo vado a mangiarmi due crocchette col cane Peo.

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