Raclette… che passione!

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Uno non fa in tempo a mettersi a dieta ed ecco che, puntualmente, sbucano quei bellissimi e super invitanti pacchi di raclette in azione.

Eh già, inutile far finta di niente: siamo tutti schiavi di questo patrimonio culinario svizzero.

Che sia a pranzo, a cena, in famiglia o con amici, qualsiasi occasione è sempre perfetta per mangiare la raclette: questo formaggio dal gusto deciso e delicato allo stesso tempo, caldo e burroso che sembra coccolarci e dirci “Sei nel posto giusto con le persone giuste”.

Un alimento che risveglia un sacco di ricordi nella mia mente: le vacanze estive nel Canton Vallese, su, in cima a quelle montagne che mi sono sempre state così care e familiari. Luoghi incontaminati in grado di ridestare il rapporto primordiale che ciascuno di noi ha, da sempre, con la natura.

Perché, in quelle valli, camminare è d’obbligo. Qualsiasi vetta, baita e panorama richiede un più o meno lungo tragitto da compiere su sentieri boschivi e terrosi.

E in queste occasioni, tra la cordialità di tutte le persone che si incontrano e si salutano lungo il cammino, è facile ritrovarsi a pranzare tra le mura di piccoli rifugi, molto rustici, presentanti la raclette come piatto intramontabile dei loro menù.

In particolare, mi ricordo che alcune baite proponevano la formula “raclette all you can eat” ogni giovedì sera. Prima ancora che ci fosse l’avvento di un’ondata di ristoranti giapponesi, l’unica occasione in cui mi era capitato di sentir dire “paghi un prezzo fisso e mangi fino a scoppiare” è stata proprio riferita a questo “piatto”.

D’altra parte, non è difficile sentirsi sazi dopo qualche “quadretto” di raclette, come di solito si mangia in casa grazie al tipico fornelletto, sormontato da una lastra di pietra, completo di padelline antiaderenti e spatoline. In quei posti, addirittura, ogni porzione di formaggio equivale al doppio di ciascun quadretto: infatti, ricordo questa mezza forma di formaggio posta sotto a una lastra rovente da cui poi, una volta pronta, veniva allontanata e inclinata per essere raschiata, ottenendo così la porzione da servire.

Ma questa delizia non si mangia senza tutta un serie di accompagnamenti, assolutamente. Come da tradizione, infatti, questa pietanza viene rigorosamente consumata insieme a sottaceti, come cipolline e cetriolini, e alle tipiche “patate da raclette” bollite: piccoline e da gustare con la buccia.

Vi è venuto un certo languorino? Allora presto, preparate tutto l’occorrente e invitate amici, parenti o qualsiasi persona con cui desideriate passare del tempo insieme!

D’altronde, raclette è sinonimo di convivialità; chi l’ha mai mangiata da solo?

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