Sanremo: al rogo Virginia Raffaele

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Tremate, tremate le streghe son tornate! Perché le ancelle del demonio s’annidano dove meno te lo aspetti. Anche sul palco che porta il nome di un santo. In questo caso quello della canzonetta all’italiana per antonomasia. Esatto. Proprio quello di Sanremo. Ad aver tuonato contro la conduttrice dell’ultima edizione del festival è stato nientemeno che un prete esorcista.

Don Aldo Buonaiuto, coordinatore del servizio nazionale che combatte a suon di crocifissi, padrenostri e avemarie ogni tipo di setta pagana, s’è scagliato contro Virginia Raffaele, rea di blasfemia. L’attrice e imitatrice, in un suo sketch, di fronte a milioni d’italiani all’ascolto, ha intonato la canzone “Mamma” di Beniamino Gigli imitando anche il salto della puntina su di un disco ormai così rovinato da risultare quasi inascoltabile. Ma, non paga della sua bravura, la comica romana ha pronunciato per cinque-volte-cinque il nome di Satana. (Figuriamoci fossero state sei, proprio come il numero della Bestia.)

Una gustosa presa in giro di quella vecchia teoria parecchio gonfiata ad arte probabilmente per aumentare le vendite che vorrebbe i dischi dei Beatles, dei Led Zeppelin e di tanti altri musicisti infarciti di messaggi satanici, soprattutto se i vinili di alcune canzoni rock e pop li si fa girare al contrario. Ma, evidentemente, l’umorismo non sta di casa al Vaticano, vista la reazione scomposta e quantomeno infelice del prelato.

Buonaiuto, sacerdote della Comunità Giovanni XXIII, ha infatti chiamato in causa la Raffaele in un suo commento apparso sul sito web “In Terris”. “Perché chiarisca – dice l’esorcista – quella che apparirebbe una gag spiritosa ma poi stonata perché sembra non tenere conto della sensibilità di tante persone che soffrono a causa della presenza del maligno. Pur non comprendendo quale fosse l’intento, il ridicolizzare o, ancor più grave, inneggiare il nome di Satana in prima serata su Rai Uno, penso sia stato uno scivolone sconcertante”.

Ora, di chi sia stato lo scivolone sconcertante per chi scrive è evidente. Noi di GAS non abbiamo dubbi. Certamente non della povera Virginia finita al rogo. Tanto più che dietro alla stragrande maggioranza degli episodi di cosiddetta possessione satanica si nascondo, in realtà, casi di disagio psichico, grave depressione e schizofrenia. Per i quali non siamo poi così sicuri che la cura più adatta siano la parola del Signore, qualche gargarismo con l’acqua benedetta e un bel crocifisso impugnato manco fosse una spada laser. No, caro don.

Eppure, ad aver cavalcato questa singolare polemica al punto di farne addirittura un caso politico, oltre alla solita schiera di ex chierichetti finiti tra i banchi del Parlamento italiano, c’è stato nientemeno che il prezzemolino della comunicazione social per eccellenza. Colui che ha la capacità di dire la cosa giusta nel momento più opportuno a raggranellare consenso e che ha fatto del regalare selfie a chicchessia il suo sacro credo. Ad aver condiviso su Facebook “le preoccupazioni espresse da don Aldo Buonaiuto” c’è stato innanzitutto il vicepremier Matteo Salvini, conosciuto anche come “l’anticristo”del governo italiano. E così sia.

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