Sanvido, che cavolata pazzesca

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Sgomberiamo il campo da equivoci. L’SMS di Paolo Sanvido, presidente dell’Ente Ospedaliero Cantonale al co-primario del Cardiocentro, Giovanni Pedrazzini in cui gli proponeva di diventare primario non è inopportuna, non è uno scivolone, è una cavolata pazzesca.

“Ciao Giovanni, per me il primario e direttore CCT sei tu. Quando vuoi e alle tue condizioni ti offriamo il primariato Cardiologia EOC e altro. Ti basta chiedere uomini e mezzi di cui necessiti. Con stima immutata. Paolo”

Ormai tutti conoscono il tenore della proposta e il suo contenuto. Quella di Sanvido è una cavolata perché getta un’ombra su tutto l’ente ospedaliero, che non se lo merita, in quanto struttura statale di eccellenza che ha tutto il diritto di rivendicare il rientro del Cardiocentro sotto la sua egida.

È una cosa stupida e disarmante, perché Sanvido non è un bambino di cinque anni e stupisce un comportamento del genere che non fa che portare, ingiustamente, acqua al mulino del Cardiocentro. Anche perché per quanto scorretta, questa mossa non ha nulla a che fare con la questione per cui Cardiocentro e Ente ospedaliero si confrontano da anni.

E l’EOC col Cardiocentro non sono persi in simpatiche schermaglie, ma in un vero braccio di ferro che dovrà sancire non solo se il Cardiocentro torna sotto l’ala dello Stato, ma se il settore privato, come è avvenuto, può continuare a ricevere soldi dallo stesso senza poi dovere passare alla cassa.

Perché anche il Cardiocentro di Moccetti ha giocato sporco, dando ad intendere che l’EOC avrebbe smantellato la sua struttura, struttura che esiste, ricordiamo, grazie ai soldi dell’EOC e dei ticinesi (leggi qui). E soprattutto perché al Cardiocentro c’è chi ci guadagna profumatamente e ha paura di vedere sparire la gallina dalle uova d’oro (leggi qui). Gli ospedali pubblici ticinesi sono ottimi ospedali, continuiamo a ripeterlo, e non è un’attesa di un’ora in più in pronto soccorso a metterne in dubbio l’eccellenza, e gli errori li fanno sia il settore privato che quello pubblico. Dunque non è questione di meglio o peggio, è questione di “giusto”. È giusto che il Cardiocentro torni allo Stato, come da accordi presi vent’anni fa con lo stesso Moccetti. Punto.

Paolo Sanvido con questo stupido SMS ha fortemente ipotecato il futuro del Cardiocentro, che ha tutti gli interessi a rimanere nelle mani di Moccetti e compagnia, che vogliono continuare a gestir come un feudo personale i milioni del nosocomio. Per lo Stato ora la strada è sempre più in salita.

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