Sì all’aumento delle borse di studio

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Il Consiglio di Stato propone di accogliere parzialmente l’iniziativa della collega parlamentare Daniela Pugno-Ghirlanda aumentando l’importo massimo sussidiabile delle borse di studio da 16’000 CHF a 18’000 CHF l’anno. Costo stimato – che è poi un investimento più che un costo – 464’000 CHF l’anno (200-300 i casi previsti). Sostengo con convinzione questa proposta, in linea con quanto avevamo ottenuto, ormai dieci anni fa, con gli allora Giovani liberali radicali ticinesi tramite una petizione proponente l’adesione del Canton Ticino al “Concordato intercantonale sull’armonizzazione dei criteri per la concessione degli aiuti allo studio”. Grazie a quanto da noi proposto, e allora accolto, l’importo massimo è stato alzato da 13’000 a 16’000 CHF e, non meno importante, si è passati per il calcolo degli aiuti dal reddito imponibile a quello disponibile. Una scelta, quest’ultima, che viene oggi valutata positivamente dal Consiglio di Stato, perché ha migliorato l’equità di erogazione degli assegni di studio grazie a una più precisa considerazione della capacità finanziaria del richiedente e della sua unità di riferimento (famiglia o persone tenute al sostentamento dello studente). Aiuti ben mirati, dunque, che ben completano un altro importante strumento, destinato ad altre categorie di persone, quello delle deduzioni fiscali per i figli agli studi.

Ma torniamo all’importo massimo sussidiabile. Visto che i sussidi sono più mirati e dunque destinati a chi ne ha realmente bisogno, non deve spaventare un’entrata in materia per un leggero rialzo, anch’esso mirato e circoscritto. Anzi. Tanto più che quando il tetto massimo è stato alzato a 16’000 CHF il fabbisogno annuo medio si situava tra i 15 e 18’000 CHF, mentre oggi il messaggio governativo quantifica in circa 22’000 CHF i costi di formazione riconosciuti per la frequenza di un anno accademico fuori Cantone. Un aumento che illustra come la proposta sia opportuna e ampiamente giustificabile, coprendo di fatto – anche con l’aumento proposto – solo una parte del costo complessivo per chi prosegue gli studi (in particolare oltralpe), che deve e dovrà comunque spesso ricorrere a qualche lavoretto o a un prestito che dovrà restituire, dando prova di quella responsabilità auspicata da molti. Lavoriamo per garantire a tutti una formazione – accademica o professionale – di qualità, indipendentemente dalle possibilità economiche di ogni singola famiglia: l’istruzione è un diritto, le pari opportunità di partenza un dovere della nostra società. Facciamolo!

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