Leghisti per caso, candidati per sbaglio

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Il 7 aprile si vota. Lo sappiamo, certo. Nel frattempo qualcuno, magari, lo avrà anche già fatto. Per corrispondenza. Niente di nuovo sotto il sole, quindi. Nulla o quasi. Perché, andando indietro con la memoria, di un’altra campagna elettorale così rarefatta e loffia, non ce n’è. Almeno nel ricordo. A rendercelo ancor più evidente è certa spazzatura elettorale che oltre a tappezzare qua e là il Ticino, intoppa (o potremmo dire ottura) le nostre bucalettere.

Dov’è finita l’incisività di un tempo, nemmeno poi così lontano? Di quando scuola, lavoro, socialità e ambiente erano temi cardine attorno ai quali si battagliava per conquistarsi la fiducia degli elettori. Per convincerli ad avere il loro voto. Difficile dirlo. Va detto però che un tale che si presenta col motto ”Sarò incisivo!” c’è eccome. Si tratta del leghista Pascal Schulthess. Sorriso discreto, sguardo languido. Faccia da bravo ragazzo. Già. Ma incisivo in che senso? Semplice. È un dentista. Uno di quelli che oltre al trapano e alle otturazioni evidentemente maneggia con grande maestria l’ironia.

Molto meno però l’italiano, visto che nel suo volantino si legge: ”Gli studi ed il lavoro mi hanno portato a vivere nella svizzera interna per diversi anni”. Peccato che la svizzera, sostantivo, vada sempre scritta maiuscolo. Svizzera. Ma, del resto, da una politica minuscola, minuscolissima, non c’è mica da pretendere che si possano ottenere gesti maiuscoli. Ecco perché Pascal vuole limitare gli aiuti assistenziali e il frontalierato. La sua ciliegina sulla torta però è un’altra.

La ruffianeria di certi candidati è da premio Oscar. Perché lui, il signor Incisivo, è ”una persona semplice che adora in particolar modo la gente e passare momenti di divertimento con giochi nostrani come le carte, le bocce e perché no, brindare con un buon bicchiere di vino.” Evidentemente giocare alla Playstation bevendo Coca Cola è roba da comunisti. Nulla a che spartire col ticinese doc che quando può va ancora in giro con le zoccolette ai piedi.

Sempre in orbita leghista c’è poi Gianni Morici noto nel Bellinzonese per aver creato il Pit. Il Peter Pan. Un locale a modo suo storico, un ritrovo familiare per molti giovani del Sopraceneri e non solo. Soprattutto in passato. Anche per i suoi numerosi concerti di musica dal vivo. Ora però, dopo una lenta agonia, dovrebbe chiudere a breve. Ecco forse spiegato perché lo slogan di Morici è “La musica cambia”. Immagine in bianco e nero, braccia incrociate, felpa e cappellino. Insomma gente convinta che basti una foto e una frase ad effetto per darsi un tono. Per spacciarsi per quel che non si è.

Senza mai occuparsi, neppure per sbaglio, dei mali di un Cantone che naviga a vista, quando non marcia addirittura sul posto. In balia di gente che del politico sono solo una tragica caricatura. E non stiamo mica parlano di gente ai livelli di comicità di un Crozza, intendiamoci. Ma di tristi individui senz’arte né parte, senza il benché minino straccio di una vera progettualità, eppure sempre pronti alla battuta da avanspettacolo. Come se di fronte a loro ci fosse un pubblico di cerebrolesi a cui strappare una risata, un like e magari anche un voto.

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