Casse malati, come sopravvivere?

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Parlare di casse malati non è più un esercizio di retorica, un fastidio insistente, una seccatura da pagare una volta al mese, un balzello che riteniamo in fondo necessario anche se costoso.

Parlare di casse malati oggi è vitale.

No, oggi i costi della nostra salute, quelli che ci permettono di andare al pronto soccorso a salvarci la pelle, o di pagare cure costose e fondamentali diventano angosciosi. Negli anni, i premi sono aumentati esponenzialmente, e per numerosissimi ticinesi sono una voce di spesa che diventa ogni anno più mostruosa, lo sappiamo bene: il 2% oggi, il 5 domani, il 3,5 dopodomani, e negli anni, sommandosi, queste percentuali diventano gonfie come una pagnotta che lievita e diventano il 20, il 30 il 50% in più, mentre gli stipendi, quelli no, non lievitano.

Eppure il popolo è già stato turlupinato dalle stesse casse malati che, per esempio, all’ultima votazione su una cassa unica federale (per ridurre le spese), avevano bloccato stranamente i premi. Per miracolo quell’anno non ci furono aumenti, per poi quasi raddoppiarsi l’anno dopo. Il popolo, che aveva votato contro la cassa malati unica, fu cornuto e mazziato, come dicono i furbi napoletani.

Quest’anno, l’aumento per gli adulti in Ticino è in media del 4%. Il nostro è il terzo aumento più consistente tra cantoni, il che va ad annullare il ridicolo ristorno ricevuto un paio di anni fa per avere pagato delle eccedenze. Un caso eccezionale questo aumento? Macché, lo sapete benissimo. Quello del 2017 fu ancora più massiccio, con aumenti medi in Svizzera del 5,8%.

Oggi il Partito Socialista lancia una raccolta di firme in tutta la Svizzera per cambiare una volta per tutte questo sistema che dissangua la classe media e medio bassa. La proposta è semplice: ancorare alla Costituzione il principio secondo cui i premi di cassa malati non devono superare il 10% del reddito imponibile. Una percentuale che oggi arriva invece al 15% (dati OCSE) e in alcuni casi più tragici anche al 20% del reddito. Uno stillicidio che deve finire.

Questo nuovo sistema proteggerebbe anche gli assicurati dai tagli sui sussidi di cassa malati come avvenuto recentemente in Ticino grazie alle politiche di austerity del governo borghese.

Troppe persone per risparmiare accettano franchigie sempre più alte, che creano così in punta di piedi una medicina a due velocità. Chi può pagare ha franchigie basse, e chi non può deve scucire di tasca propria migliaia di franchi per farsi curare. Stavolta dobbiamo essere compatti, noi cittadini, per chiedere premi proporzionali al reddito, è l’unico modo per riuscire a sopravvivere ai costi per la nostra salute.

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