Clima: e dopo la conferenza che si fa?

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Il 12 febbraio scorso erano in moltissimi all’affollata e interessante conferenza sul clima, tenutasi al Palacinema di Locarno; gli oratori erano di peso. Esperti, politici, professionisti. Tutti a parlare di clima e delle possibili conseguenze e delle opportunità del cambiamento; il quadro che ci è stato presentato è molto chiaro, come chiaro è il fatto che dovremo modificare molto le nostre abitudini e adattarci. Ma a nostro parere, molto meno è certa la volontà da parte di istituzioni e politici di essere velocemente conseguenti nei fatti rispetto a quanto emerso in conferenza. Le decisioni che vengono (purtroppo) prese nei vari gremi vanno in tutt’altra direzione.

Da parte nostra non possiamo che mettere in evidenza alcune scelte da parte di Comuni, Cantoni e Confederazione che appaiono in completa controtendenza con le esigenze pressanti volte a modificare le nostre abitudini e a sostenere riforme concrete per far fronte alle grossissime incombenze future. Siamo però fiduciosi del fatto che questi cambiamenti possono comportare anche delle interessanti opportunità sia in ambito lavorativo che economico senza dover peggiorare, anzi cercando di risanare, gli aspetti ora invece disastrosi sia a livello ambientale che sociale.

Allora ci vengono spontanee alcune domande, se pensiamo a quanto e dove si intende investire fondi pubblici nei prossimi 10-20 anni. Teniamo conto che questo arco temperale è quello che ci rimane per invertire la tendenza del rialzo delle temperature e che in Ticino sentiremo più che altrove.

Due soli esempi: a Locarno (Città dell’energia che ha ospitato la conferenza) si intende costruire o allargare ben 5 autosili. Mentre per un ulteriore collegamento verso Bellinzona si vuole spendere  1500 milioni. Nel frattempo il traffico “domestico”, sponda destra Locarno-Bellinzona produce 100 tonnellate di CO2 al giorno. Esso sarebbe facilmente evitabile se solo si utilizzassero i mezzi pubblici e si facesse utilizzo del car sharing. Considerando che avremo un collegamento veloce via treno con Lugano, aumenteranno i collegamenti anche verso Bellinzona (treno e bus) e che dovremmo ridurre drasticamente il consumo di materie prime da estrarre le quali necessitano pure di grosse quantità di energia non rinnovabile da consumare al seguito delle infrastrutture previste, ci chiediamo se non sia ragionevole cambiare completamente rotta negli investimenti ora che siamo ancora in tempo.

Chiediamoci che cosa potremmo fare a livello cittadino con le decine di milioni previsti per i parcheggi sotterranei e i 1500 milioni investiti in un ulteriore collegamento stradale. Abbiamo una crisi dell’idroelettrico che potrebbe essere risolta incentivando (come fanno già in altre città) l’uso di mezzi pubblici cittadini elettrificati o a batteria e promuovere maggiormente l’uso di bici (anche elettriche). Questo ridurrebbe di molto l’uso di fonti fossili provenienti da paesi in conflitto e lascerebbe un indotto non indifferente per il nostro Paese. Già ora l’energia rinnovabile per un’auto elettrica costa mediamente circa il 30-40% in meno rispetto al diesel/benzina. Senza contare il problema dei gas di scarico e del rumore. Si creerebbero più posti di lavoro nei settori delle rinnovabili ed avremmo maggiore sicurezza nazionale. Rispetto al costo e il mantenimento di un auto, la bici (elettrica) fa risparmiare fra i 200 e i 500 fr. mensili. Anche fotovoltaico e collettori solari per l’acqua calda sono ottime scelte che creano più posti di lavoro locali e massicce riduzioni di CO2.

Infine a livello locale si continua a non essere conseguenti con decisioni che in Paesi anche del Terzo Mondo hanno già fatto da anni. Parliamo delle plastiche: la maggioranza dei consiglieri comunali di Locarno non ha avuto il coraggio l’anno scorso di inserire nel regolamento sui rifiuti l’obbligo dell’uso di stoviglie, posate e bicchieri riutilizzabili o compostabili durante le manifestazioni (e sono moltissime) che ogni anno si svolgono sul suolo comunale. Sono riflessioni che non possono che lasciarci disillusi rispetto alle belle parole sentite in conferenza ma dalla coerenza e dai fatti alquanto inappropriati messi in opera per risolvere le dinamiche climatiche e prepararci al domani con più serenità e qualità di vita per tutti.

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