Con la pensione voluta da Adolf

Pubblicità

Di

Stando alle informazioni rese di dominio pubblico dalla televisione romanda e dal quotidiano ginevrino “Le Temps”, in Svizzera ci sarebbero alcuni ex collaboratori del regime nazista che percepirebbero una controversa rendita d’invalidità istituita, nel 1941, nientemeno che da Adolf Hitler. Una rendita voluta dal Führer e tutt’ora pagata dalla Repubblica federale tedesca a chi, volontario e non, si schierò nel corso della seconda guerra mondiale al fianco del nazismo.

Sul suolo della Confederazione, a beneficiarne, sarebbero in 49. La pensione media loro versata ammonterebbe a 1400 franchi mensili. Ma, stando a quanto riportava qualche giorno fa la Bild-Zeitung, il più diffuso quotidiano tedesco, sarebbero ben 2033 le persone a cui, regolarmente, questa pensione esente da trattenute, viene versata dalla Germania. 573 le persone che la percepiscono in Polonia. 250 negli Stati Uniti. 121 in Canada. 54 in Francia. 44 in Australia. 34 nel Regno Unito. 18 in Brasile. 12 in Thailandia. 8 in Argentina. E avanti così.

Insomma, i nazi-pensionati che percepiscono questi assegni, sono sparsi un po’ dappertutto nel mondo. Il relativo decreto fu deciso poco prima dell’invasione dell’Unione sovietica. Hitler aveva bisogni di uomini, di carne fresca con la quale rimpolpare le fila del proprio esercito. Soldati pronti a schierarsi dalla sua parte che, in cambio, oltre al passaporto germanico, avrebbero avuto diritto anche a una pensione d’invalidità, nel caso fossero stati feriti nel corso del conflitto. A esserne esclusi, a non percepire l’indennizzo, soltanto i membri delle SS riconosciuti come tali o coloro che furono alla fine condannati per crimini di guerra.

Un privilegio che secondo Francia e Belgio andrebbe soppresso immediatamente perché ritenuto scandaloso. Così come accadde, dopo la guerra, quando furono annullati molti dei decreti emanati nel corso del regime nazista. Molti ma non tutti. Non questa pensione elargita, tra l’altro, senza particolari verifiche sul reale bisogno di chi la percepisce. Una notizia che, in Svizzera, ha lasciato di stucco Johanne Gurfinkiel, del Coordinamento intercomunitario contro l’antisemitismo e la diffamazione.

Il segretario generale del CICAD, si è detto sorpreso e scioccato che, nel 2019, si debba ancora parlare di pensioni versate a persone che hanno partecipato allo sforzo nazista. Eppure è esattamente così. A riprova di come un’epoca, quella che l’Europa visse ottant’anni fa, abbia lasciato strascichi e cicatrice che arrivano fino ai giorni nostri. a riprova del fatto che per lenire o cancellare il dolore della barbarie occorsa sull’arco di pochi anni, spesso ne servono molti, moltissimi di più.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!