Firenze: la candidata sindaco è donna e di colore

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“Yes, she can!”, verrebbe da dire pensando alla candidata sindaco della sinistra nella città simbolo della Toscana e culla del Rinascimento. Sorriso a 32 denti, capelli crespi sbarazzini, Antonella Bundu correrà alle prossime elezioni comunali che si terranno a maggio e lo farà puntando proprio sui quei temi che più la toccano da vicino. Dal razzismo ai diritti delle donne, senza dimenticare però il ruolo della cultura e neppure le politiche per la casa.

49 anni, nata proprio a Firenze da genitori emigrati in Italia dalla Sierra Leone, Antonella ha lavorato per alcuni anni in Gran Bretagna come bibliotecaria ed è stata attivista di Oxfam, la confederazione internazionale di organizzazioni non profit che si dedicano alla riduzione della povertà globale, attraverso aiuti umanitari e progetti di sviluppo. Ha anche una figlia avuta dal cantante Piero Pelù.

Con le nuove elezioni vogliamo mettere al centro la figura femminile – dichiara la Bundu in un’intervista al portale informativo Globalist.it –È importante fare politiche di genere. I dati del Viminale dicono che il reato in aumento in assoluto a livello italiano e fiorentino è la violenza di genere. Per cui candidare una donna è un fattore simbolico forte.”

“Abbiamo un razzismo istituzionalizzato a livello nazionale che vediamo scimmiottare a livello locale. Avere una persona nera candidata è altamente simbolico. E penso sia positivo, per il popolo di sinistra.” Dunque, visto che Antonella Bundu incarna proprio tutto ciò che la destra italiana ha deciso di usare in maniera strumentale per la propria propaganda politica, la sua candidatura si contrappone in maniera chiara e netta proprio alla Lega che, stando ai sondaggi nazionali, ha il vento in poppa ormai da mesi.

Nel recente passato, l’uccisione di tre senegalesi in due differenti casi di cronaca ha scosso la città e lasciato il segno. In particolare, l’assassinio dello scorso anno di Idy Diene ha fatto riaffiorare sentimenti di odio e di razzismo nella popolazione fiorentina. “Anni fa – racconta Antonella – una signora mi disse ‘negra di merda’, ed è stata condannata, in una strada con mia figlia dove non passavano persone, ora ho paura che possa succedere tranquillamente in una strada affollata. Abbiamo un ministro degli Interni che con il suo linguaggio istiga all’odio razziale. Come quando dice che le Ong sono organizzazioni criminali: tante persone lo seguono”.

Al centro del suo programma c’è poi la convinzione che la città non debba adagiarsi solo sui fasti del passato. “Dobbiamo creare cultura, non fare manifestazioni effimere. Attualmente il centro storico è un museo. Ci sono tanti spazi vuoti anche nelle periferie dove si possono chiamare artisti internazionali e del luogo per lavorare e lasciare qualcosa di duraturo, dove creare cultura contemporanea.” Un modo intelligente di utilizzare lo spazio pubblico per il bene comune, perché come dice la prima candidata sindaco di colore della città sull’Arno: “tutto si ricollega sempre al mettere l’essere umano al centro, all’avere più empatia, al considerare anche gli ultimi”.

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