Gli operai delle Officine ballano da soli

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Un serio problema si pone in seguito al comunicato degli operai oggi occupati alle Officine Ferroviarie di Bellinzona. 207 collaboratori, la maggioranza dei dipendenti, scrivono un loro comunicato bypassando a sorpresa il comitato “Giù le mani dalle Officine” che era per la linea dura.

Questi 207 collaboratori ribadiscono la loro fiducia al Municipio di Bellinzona e alle FFS, convinti che la soluzione proposta è la migliore e quella che garantisce, a loro parere, migliori possibilità di successo. La querelle sulle Officine e su come agire sembra vedere una svolta che ridimensiona di molto le rivendicazioni del comitato e i proclami elettorali di MPS, come scritto nel comunicato dei collaboratori ferroviari:

“A seguito delle notizie uscite sui media, nonché ad alcuni volantini elettorali, i collaboratori direttamente coinvolti ed operativi in officina, vogliono illustrare all’opinione pubblica ticinese la propria presa di posizione e le proprie considerazioni in merito alla votazione cantonale prevista il 19 maggio 2019 ed inerente il futuro delle officine. Durante l’ultima assemblea del personale dopo una votazione è emersa una chiara spaccatura sulla strategia da seguire.

Preoccupano i contenuti dell’iniziativa popolare “Giù le mani dalle Officine”, forte di una raccolta firme del 2008 durante lo sciopero che collide con l’attuale contesto ferroviario, compromettendo la realizzazione del nuovo stabilimento. Sempre più frequentemente siamo confrontati con notizie a nostro avviso prive di fondamento che aumentano le nostre preoccupazioni sulla realizzazione del progetto di una nuova officina in Ticino.

Gran parte dei lavori attualmente svolti alle Officine di Bellinzona verranno persi nei prossimi anni a causa della sostituzione del vecchio materiale rotabile, da qui nasce la necessità di un nuovo stabilimento. Il sedime attuale non permetterebbe di svolgere i lavori di manutenzione pesante e leggera sui nuovi convogli con costi concorrenziali sul mercato. Come già esposto dalle FFS più volte, il sito attuale non sarà più strategico.

Ad oggi, le FFS con la costruzione del nuovo stabilimento a Castione, hanno garantito aspetti importanti per i collaboratori come per esempio la garanzia che non ci saranno licenziamenti. È stato ribadito più volte che le FFS stanzieranno un importante investimento per la formazione e la riqualifica di tutti i dipendenti in modo da essere preparati alle future mansioni.

A differenza di coloro che dipingono uno scenario pessimistico sul nuovo progetto, siamo convinti della buona fede di FFS, Canton Ticino e comune di Bellinzona nel voler stanziare un importante credito volto a sviluppare nuove competenze con un indotto su tutto il territorio cantonale.

La nostra volontà è di fare capire ai Ticinesi che gran parte dei dipendenti crede fermamente in questo progetto di stabilimento all’avanguardia garantendo un futuro a lungo termine alle Officine FFS in Ticino.”

Firmato 207 collaboratori delle FFS di Bellinzona

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