Il clima visto dalla destra

Di

Mentre a livello globale la questione ambientale prende sempre più piede tra le preoccupazioni e i timori della gente e malgrado la scienza sia concorde nell’esistenza di un’evidente impronta umana nel cambiamento climatico, c’è ancora chi fa spallucce. O peggio. Nega l’evidenza per un mero tornaconto economico, proprio come nel caso di certa destra fiancheggiatrice delle lobby energetiche che, sulla produzione di anidride carbonica, hanno costruito i loro imperi.

Così, se prendiamo il cambio di marcia, l’inversione a U fatta dagli Stati Uniti riguardo al surriscaldamento globale con l’avvento di Donald Trump, convinto che sia tutta una montatura, una fake news, cosa c’è da aspettarsi se, a maggio, alle elezioni europee dovessero raccogliere voti soprattutto le destre? Cosa accadrebbe in un’Europa che almeno finora si era impegnata a contribuire alla riduzione dei gas serra? La risposta è semplice. Nulla di buono.

La crescente preoccupazione per gli evidenti disagi che uno stravolgimento climatico comporta è solo uno degli argomenti, non certo il principale cavallo di battaglia, con cui la destra cavalca la propaganda politica. Per l’estrema destra tedesca, incarnata da Alternative für Deutschland, “l’anidride carbonica non è una sostanza inquinante” e il cambiamento climatico è solo un’invenzione bella e buona.

Tra le posizioni delle destre europee c’è davvero di tutto e di più, anche a dimostrazione di come quello del cambiamento ambientale sia ancora un tema puramente strumentale. La riprova ci arriva da chi, per esempio, sostiene che la desertificazione di alcune aree dell’Africa, al momento ancora abitate, non può diventare la scusa per concedere asilo, col rischio di vedere l’Europa sommersa da milioni di rifugiati ambientali.

Per Marine Le Pen è solo tutto “un complotto comunista” per frenare l’economia francese. Detto ciò la Le Pen sostiene l’uso e l’espansione delle energie rinnovabili perché queste fonti alternative d’approvvigionamento energetico permetterebbero alla Francia di affrancarsi dalla dipendenza “dai Paesi arabi del Golfo che insieme al petrolio ci mandano la loro ideologia”. Insomma, ogni scusa è buona per portare acqua al proprio mulino, tutt’altro che bianco.

Con l’accordo sottoscritto a Parigi nel 2015, l’Europa s’era data l’obiettivo di diminuire del 40 per cento le sue emissioni entro il 2030, tagliando i consumi sui combustibili fossili. Tagli che però dipendono anche dai singoli Paesi e non solo dall’Unione Europea nel suo insieme. E lo scetticismo o addirittura la cancellazione del problema da parte delle destre europee segue perfettamente il principio della cosiddetta verità conveniente. A uso e consumo del qui e ora. Perché, di ciò che verrà, me ne frego. Sia pure l’Apocalisse.

Ti potrebbero interessare:

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!