Il King è sempre lui, di nome e di fatto

Il King di quest’anno ci racconta una fiaba d’altri tempi … ma è sempre lui, «re» di nome e di fatto.

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Avere uno screzio con i nuovi vicini per via di una coppia di cani che ti invadono il giardino e «sporcano», può accadere. Ritrovarsi nel mezzo del cammin di propria vita un po’ sovrappeso, diciamo pure tendente all’obeso … anche questo rientra nella norma delle cose. E non importa se il recente divorzio è stato litigioso, se la tendenza alla solitudine viene alleviata da pochi ma fidati amici e se si viene a scoprire che le già citate vicine sono una coppia di lesbiche che ostentano il loro status e minano così i loro rapporti con la comunità intera. Anche qui: tutto nella tranquilla quotidianità di provincia del Maine. Tutto semplice, quasi addirittura banale. Però le 194 pagine sono firmate da Stephen King (e, lasciateci aggiungere, tradotte da Luca Briasco!) e allora le cose cambiano.

Il protagonista all’improvviso cade vittima di un mistero che la scienza non sa spiegare: perde peso mantenendo intatto il suo fisico. Ogni giorno mezzo chilo di meno. Reagisce ingozzandosi come non mai eppure niente, la diminuzione continua. Non solo ma anche gli oggetti che va a toccare perdono di gravità: pesarsi con due maniglie di dieci kg l’una non smuove l’ago della bilancia!

Ovviamente siamo nella metafora e il nostro eroe, presa coscienza del suo ineluttabile destino, inizia a vedere il tutto con altri occhi. A cominciare dalle vicine, con le quali riesce a trovare un nuovo eccellente rapporto (grazie ad un escamotage relativo alla sua perdita di peso), per continuare con gli amici, il contesto ambientale (il Maine…) e l’intero universo. E qui King diventa addirittura feroce nel suo urlo di protesta, nell’andare «contro». Contro questi tempi di perbenismo ipocrita, contro i pregiudizi che sembrano aver avuto una scossa rivitalizzante negli ultimi anni negli States, contro un andazzo che ha abolito la voglia di futuro. Per farla corta il grande maestro della narrativa mondiale (i tam tam dicono di 500 milioni di copie vendute!), il genio che ha saputo intrufolarsi nelle nostre paure (personali, generazionali, collettive …) o alimentare le nostre fantasie più belle, sembra quasi voler prendere commiato. E non con un arrivederci ma con un addio: sennò come spiegarsi il finale che… sta nel titolo, in quella «elevazione» che richiama un immagine religiosa (gli angeli) ma più ancora l’insostenibile leggerezza dell’essere… .

L’Autore che non ci ha fatto dormire ora è qui, con un libretto pregno di ottime intenzioni e nel contempo sovversivo.

Del resto può parlare male di Stephen King solo chi non l’ha letto. Ed ai suoi detrattori, in gran parte animati da invidia, basta qui ricordare il nome dei registi che si sono avvalsi delle sue storie per illuminare i grandi schermi di tutto il mondo: Stanley Kubrick, Brian de Palma, David Cronenberg … .

«Elevation», 2018, Stephen King, ed Sperling & Kupfer, 2019, tr. Luca Briasco, pag 194. Euro 15,90.

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