Il lato oscuro di Michael Jackson

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Le maggiori stazioni radio del Canada e degli Stati Uniti hanno cancellato dalla loro programmazione musicale tutte le canzoni di Michael Jackson. Le puntate dei Simpsons che hanno visto il re del pop protagonista, prestando la sua voce per il doppiaggio, sono state oscurate. Louis Vuitton ha bloccato la produzione della sua attuale collezione maschile ispirata alla popstar. Tutto questo è avvenuto per via di un documentario intitolato “Leaving Neverland”. Quattro ore nel corso delle quali, due uomini, all’epoca dei fatti ancora bambini, accusano Jackson di aver abusato di loro sessualmente.

Il racconto è dettagliato, supportato da numerose fotografie e filmati dell’epoca che mostrano Michael Jackson in compagnia di Wade Robson e James Safechuck. Baci, masturbazione e sesso orale. Sono questi i contenuti scabrosi di una storia che attraverso il racconto dei due e dei loro famigliari ripercorre il rapporto – andato ben oltre la semplice amicizia – intercorso fra le due vittime e il loro presunto carnefice. Un Michael Jackson la cui figura nel documentario assume i contorni di una persona gravemente disturbata psicologicamente. Di un bambino costretto a fare i conti con il corpo e i “bisogni” di un adulto.

Un corpo che, nel corso degli anni, malgrado i numerosi interventi di chirurgia plastica, non è stato al passo con il suo bisogno di rimanere un eterno Peter Pan. E, di bisogni, parla perfino Barbara Streisand. La cantante, a proposito di “Leaving Neverland”, ha di recente dichiarato: “I suoi bisogni sessuali erano i suoi bisogni sessuali, che derivassero da un certo tipo di infanzia o da un particolare Dna. Sì, si può usare la parola ‘molestie’, ma quei bambini erano eccitati all’idea di essere lì e sono loro stessi a dirlo oggi, la versione adulta di Wade Robson e James Safechuck. Entrambi comunque sono andati avanti, si sono sposati e hanno avuto figli, il che vuol dire che quegli episodi non li hanno uccisi”.

“È un mix di sensazioni – ha aggiunto la Streisand a proposito delle emozioni provate nel corso della visione del documentario – Mi dispiace per quei bambini, mi dispiace per lui. Forse do la colpa ai genitori che hanno permesso ai loro figli di dormire con lui.” Affermazioni che hanno ulteriormente incendiato la polemica e che hanno costretto la cantante a fare marcia indietro smentendo quanto detto in precedenza. A dimostrazione di come, nell’epoca #MeToo, la sensibilità sul tema non tolleri nessun tipo di relativizzazione o di giustificazione che possa in qualche modo sminuire il trauma vissuto da chi si è improvvisamente trovato a vivere e a dormire nello stesso letto con il proprio idolo, un idolo per milioni di fan in tutto il mondo, per poi però scoprire che dietro a quell’efebo sospetto si celava un predatore seriale.

Un pedofilo che soddisfava i propri appetiti sessuali abusando di quei bambini che, a turno, avevano avuto il privilegio di trascorrere parte della loro infanzia con lui. Un’infanzia irrimediabilmente spezzata. James Safechuck parla addirittura di un “matrimonio” tra lui e Michael. Si sarebbero sposati nella camera da letto del cantante al Neverland Ranch quando aveva dieci anni e, a suggellare il rito, un anello di diamanti regalatogli dalla popstar. “L’abbiamo fatto nella sua camera da letto e ci siamo scambiati alcuni voti come se fossimo legati per sempre. Mi sentivo bene. E l’anello è splendido. Ha una fila di diamanti.”

Insomma, si prova fastidio, tanta rabbia e incredulità nel corso del racconto imbastito dal regista inglese Dan Reed e prodotto da HBO insieme all’inglese Channel 4. È un percorso catartico quello che attraversa le quattro ore del documentario. Una storia che si chiude con le immagini dei regali, degli oggetti e dei cimeli appartenuti a Michael Jackson che vengono bruciati. Dati alle fiamme. Un po’ quel che sta davvero accadendo all’idolo, a quel Michael Jackson re del pop che seppur innocente così come dichiarato da ben due sentenze e da più di trecento pagine che documentano i tredici anni di indagini segrete dell’FBI, incarna appieno lo spirito del tempo, di un presente fatto di luci e di ombre. Di vette vertiginose e rovinosissime cadute.

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