Il razzismo a carnevale in salsa italosvizzera

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Di che parliamo? Del razzismo del re Sbröja a Lugano, del carro di carnevale a Formello, e della difesa d’ufficio di Quadri, che invece di mangiare luganighe e risotto a Lugano, avrebbe dovuto essere a Berna a fare quello per cui tanti fessi, ovvero noi, lo pagano: il parlamentare.

Non siamo soli, tranquillizzatevi. Ieri anche un altro fatto increscioso ha colpito l’opinione pubblica, italiana, che ha ignorato le cavolate sparate da Re Sbröja (leggi qui) ma ha portato alla ribalta un altro caso veramente pietoso.

Pietoso perché usare il carnevale per denigrare la povera gente o per creare divisioni è veramente indegno della politica.

Parliamo del carnevale di Formello, un comune in provincia di Roma con poco più di 13’000 abitanti. Durante il corteo è sfilato un carro che ha destato non solo perplessità, ma anche indignazione. Trainato da un suv con cinque bandiere tricolori e davanti a una scritta: “Italia oggi”, un rimorchio con un gommone sul quale sedevano adulti e bambini (questa è la cosa veramente triste) col viso dipinto di nero e parrucche ricce.

Sul carro dei cartelli: “no pago afitto”, “porti aperti”, “voglio Wi –fi”. Intorno al rimorchio drappeggiato in azzurro con dipinte delle onde, un telo a rappresentare il Mediterraneo.

Una cosa che fa gelare il sangue, perché con le migliaia di morti che ondeggiano sui fondali del Mediterraneo, non si può fare “satira politica” come la chiama quel poveraccio del sindaco di Formello, uno che arriva a dire che questi sono attacchi pretestuosi al suo sindacato (di destra) da parte della precedente giunta di sinistra.

Finisce la sua difesa il sindaco: “Io sono un cattolico praticante e qui da noi non ci sono problemi di discriminazione”.

Voilà. Frase lapidaria, noi non siamo razzisti, amiamo Gesù (che se fosse ancora nella tomba altro che rivoltarsi) e facevamo satira.

Satira come quella che rivendica il misero Re Sbröja, di cui abbiamo parlato in un precedente articolo in merito al suo editoriale anti kebab e musulmani sul giornalino di carnevale (leggi qui).

A sua difesa, in sostanza nessuno, a parte il solito Lorenzo Quadri, che parlando di re Sbröja, rincara la dose:

“ Non è andato lungo, ma ha detto un paio di sacrosante verità. l’islamizzazione è un pericolo per il modello di società occidentale e dunque è ora di darsi una svegliata invece di continuare a ripetere i soliti mantra multikulti…”

“…Per fortuna che il Re Sbroja ha licenza di dire ciò che vuole, e i moralisti a senso unico che adesso strillano “via la politica dal Carnevale” fanno ridere i polli: perché con la politica, quella che vogliono loro, farciscono il Natale, il Carnevale, la Pasqua, e tutte le ricorrenze possibili ed immaginabili. Buon Carnevale rigorosamente con luganighe e luganighette.”

Ricordiamo che Lorenzo Quadri è pagato 230’000 franchi l’anno coi soldi dei contribuenti, e quei soldi li piglia pure da Berna per fare il consigliere Nazionale. Guarda caso in questi giorni il nazionale si riunisce in seduta, che Lollypop Quadri ha disertato (pagato comunque) per andare a sbafare risotto e luganiga al carnevale di Lugano. Viva le luganighe e le luganighette, anche perché i voti per farsi pagare di là, li prende in Ticino.

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