La ticinese che amava le SS

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Qualcuno dei nostri lettori si ricorda di sicuro di Liliane Tami, giornalista freelance, già collaboratrice del Mattino della Domenica, assurta agli onori per alcune sue dichiarazioni demenziali che superavano di gran lunga certe barriere non scritte, ma accettate dalla società civile.

Il nostro primo “incontro” con la Tami, fu agli inizi di Gas, nel 2015, quando in un video, l’allora collaboratrice del giornale leghista seguendo un’astrusa teoria, stabiliva che gli attentatori islamici che avevano falciato i redattori di Charlie Hebdo a Parigi, “avevano fatto bene”.

Il video da noi pubblicato aveva fatto decine di migliaia di visualizzazioni, e alla fine la Tami si era scusata.

La signorina Tami sembrava caduta nell’oblio, fino a quando, pochi mesi fa, non era nuovamente assurta agli onori della cronaca per altre sue dichiarazioni improvvide e vergognose, stavolta riguardanti l’universo femminile, al quale anch’essa appartiene. Titolo del suo pezzo era: “Le donne che provocano le conseguenze”. Nel suo pezzo, pubblicato da Ticinolive, la Tami riproponeva la frusta e vetusta visione maschilista, secondo cui una che si fa stuprare in fondo un po’ se lo cerca. Riportiamo in breve:

“La parola “femminicidio” è stata inventata dalle femministe invidiose del pene ( o, citando Sigmund Freud, private di esso) che vogliono gettare discordia tra il gentil sesso e l’uomo. La parola femminicidio contiene in sé piagnistei vittimistici e voglia di fare sentire in colpa i maschi. La donna che la sente o la legge, infatti, viene spinta a sentirsi vittima e ad odiare l’uomo”. (leggi qui)

Avvilente sentire queste parole nel ventunesimo secolo e da una donna, anche se conoscendo il personaggio, non stupisce più di quel tanto. La Tami prosegue, e stupisce che ci siano portali che danno seguito ai suoi deliri demenziali:

Le pulzelle che frequentando le discoteche o altre fabbriche di testosterone e si vestono da battone, con tacchi vertiginosi e perizoma fosforescente come un catarifrangente per farsi vedere al buio, non devono lamentarsi se a furia di giocare col serpente poi si fanno mordere. Poverine, magari sono studentesse modello, vergini, frigide e accompagnano la nonna a messa tutte le domeniche, ma l’uomo arrapato e deliberatamente provocato non è dotato di telepatia e non può certo immaginarsi che sotto quella maschera da porno-star si celi una pura angioletta dall’animo romantico che sogna il principe azzurro”

Parole del genere non meritano nemmeno un commento, anche perché dietro di esse si scorge una personalità deviata e disturbata che non dovrebbe avere asilo sui media. Evidentemente la Tami non va in giro vestita da battona, perché occupata a vestirsi da SS, e adesso ci arrivo. Sarà sfuggita ai più una commemorazione che avviene ogni aprile e che si svolgerà presumibilmente anche il 24 prossimo. L’anti 25 aprile, come viene chiamato, onora al cimitero maggiore di Milano i caduti della repubblica fascista di Salò.

Alle commemorazioni partecipano varie associazioni di estrema destra. tra di loro vi è la “Combattenti 29esima divisione granatieri Waffen-SS”*. Recentemente tre dei suoi membri, ed è qui la notizia recente, sono stati prosciolti da apologia di fascismo. Capire come possano essere sfuggiti alle maglie della legge dopo essere andati in un cimitero con un gonfalone delle SS a gridare Sieg Heil (vedi video) rimane un mistero. Ci si domanda cosa sia allora l’apologia di fascismo, una fucilazione in piazza ad esempio?

Ma quello che ci interessa, è che fra quei tre finiti a processo c’era la nostra Liliane Tami, con tanto di berretto con lo stemma delle SS, ed era proprio lei che mentre gridava “Sieg Heil” (la vediamo nel video vicino al tricolore), reggeva il gonfalone delle Schutzstaffel hitleriane.

Certe nostalgie, che poi portano comprensibilmente ai ragionamenti aberranti che la Tami propugna, non dovrebbero avere credito in Svizzera e in Ticino, Cantone da sempre fortemente antifascista.

Personaggi come la Tami non devono più scrivere né sul Mattino né su TicinoLive, certe ideologie distorte sono come una brutta malattia che va subitaneamente debellate, darle voce è essere complici di un pensiero mostruoso e deforme che pensavamo relegato ai libri di storia.

*La divisione 29 granatieri SS, nata nel 1944 sotto l’egida del Colonnello Franz Binz, era composta per la gran parte da volontari italiani. Nella seconda metà del conflitto, i tedeschi, a corto di uomini, crearono unità delle SS in numerosi Paesi “alleati” o occupati. Questa unità si distinse soprattutto nella lotta anti partigiana nel nord Italia.

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