Lega e UDC al Quotidiano, grande spettacolo!

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La presentazione della lista Lega e UDC al Quotidiano avrebbe dovuto essere una formalità. I giochi sono quasi fatti e il movimento sembra ben saldo. Ma le interviste brevi dei 5 candidati hanno dimostrato tutta la povertà politica e intellettuale, sia dei leghisti che degli UDC.

Un Gobbi stizzito, uno Zali sinceramente un po’ rintronato, una Soldati che ci ricorda perché le donne sono poche nell’UDC e un Marchesi incarognito al punto di scrivere il suo post piccato dopo la trasmissione.

Abituati a genuflessioni e giornalisti compiacenti nella variegata galassia di destra dell’informazione, UDC e leghisti sono sembrati fuori luogo e quasi imbarazzati a dover rispondere a domande serie, poste tra l’altro da Massimiliano Herber, un giornalista che non può essere certo tacciato di simpatie di sinistra e che ha una notevole capacità, in tutte le situazioni, di addentare un osso senza mollarlo facilmente.

In studio, il primo a comparire è Norman Gobbi, sempre più smilzo, al punto che la testa comincia a sembrare grossa su quel collino esile. Gobbi mantiene cipiglio da gendarme. Il primo inghippo c’è sul salario minimo, e sulla sua recente dichiarazione, secondo cui il salario minimo a 18,75 l’ora è sufficiente perché è spesso un salario complementare. Secondo le realtà che Gobbi conosce, il lavoro femminile è un “in più” non necessario alla famiglia, (dove evidentemente è il maschio alfa a tenere in piedi tutto).

“…Se guardo la realtà che conosco, la nostra famiglia ha gestito per anni l’attività commerciale a Piotta, e il secondo salario della moglie (sua mamma NdR), spesso era quello che permetteva di fare cose in più.”

Ecco, se ne deduce che altre realtà non esistono. Donne sole con figli o working poor saranno un invenzione della Sinistra. Herber poi fa notare al ministro che le sue spese di rappresentanza, che già erano molto più alte di quelle dei colleghi, a preventivo per l’anno prossimo raddoppiano, arrivando a 71’000 francuzzi. Herber fa giustamente notare la poca trasparenza nelle spese, che non sono state fatte visionare nemmeno ai colleghi di governo. Un’altra bella arrampicata sui vetri c’è sull’imposta di circolazione più cara della Svizzera.

E per la diminuzione del 5% che ha scontentato tutti, Gobbi si cimenta nella classica frase in politichese:

“…no, qui abbiamo cercato di rispondere a una decisione di un tribunale cantonale, che ha detto che le misure erano, diciamo così, sopra una certa soglia, per questo abbiamo proposto in parallelo un messaggio che porterà le imposte di circolazione ticinesi in linea con quelle degli altri cantoni, rispettivamente con le macchine di grossa cilindrata le dimezza, proprio perché non dobbiamo fare politica sociale con le imposte di circolazione.”

Viva l’ecologia, Norman, però non spieghi 1) perché la nostra imposta era la più alta della Svizzera, 2) dimezzi l’imposta ai SUV, dichiarando che te ne sbatti di essere sociale. Un fottuto genio.

Tocca poi a Piero Marchesi, quello che oggettivamente fa la figura peggiore. Herber fa notare che da quando è diventato sindaco Marchesi a Monteggio (882 abitanti), l’emolumento globale dei municipali è passato da 20’000 franchi a 87’000, quadruplicando. Marchesi ci dice che le indennità erano già state aumentate anche nel municipio precedente (dove lui non era sindaco ma comunque municipale). Fatto sta che in pochi anni l’importo per sindaco e municipali ha continuato a salire (leggi qui) .

Poi Herber chiede a Marchesi se l’UDC non fa di nuovo la stampella alla Lega (di solito senza guadagnarci un piffero NdR). Marchesi si picca, e tira fuori il salvagente per ogni situazione: la vituperata UE e l’accordo quadro, che non c’entrano niente con quello che gli ha chiesto Herber. Il clou è però la domanda:

Herber: “Ma per un partito che ha fatto opposizione per quattro anni, non è mettere il silenziatore fare un accordo col partito di maggioranza relativa in occasione delle elezioni?”

Marchesi: “No, perché molti temi che condividiamo con la Lega, non condividiamo tutti i temi, ma i temi principali ripeto, tutto quello che è i rapporti con l’Unione europea, la politica estera, quello che è la questione del mercato del lavoro, la libera circolazione che ha creato una serie di problematiche al Canton Ticino e gli s…s p… telespettatori a casa lo potranno sicuramente confermare (cosa? NdR), e tutti questi temi vanno portati avanti insieme alla Lega perché condividiamo questi temi, dunque assieme siamo più forti, poi si può definire se è meglio andare separati o assieme, ma quello che è sicuro è che assieme siamo più forti.”

Realpolitik per Pierino, che poi stenta a giustificare, su domanda dell’imperterrito Herber il dietrofront dell’UDC sulle franchigie di cassa malati e l’introduzione dei circondari che rischiano di trombare diversi uscenti dell’UDC per favorire i transfughi come Denti e Morisoli.

Tocca poi a Daniele Caverzasio, che da buona comparsa fa il bravo e non dà fastidio a nessuno, d’altronde è lì a fare le patatine intorno ai due arrosti che sono Zali e Gobbi.

Roberta Soldati, vice presidente dell’UDC parte alla grande. Herber le ricorda che per lei, le quote rosa sono una “boiata”. Herber prosegue:“14 donne su 89 candidati UDC, lei è anche l’unica del Sopraceneri, rappresentare l’altra metà del cielo per voi non è una priorità.”

“ le donne sono sempre le benvenute in lista, ne abbiamo contattate diverse, però come tutti sanno le donne si occupano di tante cose, del lavoro, della famiglia, dei figli, per cui anche a integrare la parte della politica può essere difficoltoso…”

Certo, come avranno fatto i Socialisti e i Verdi ad avere più della metà di donne candidate è un mistero. C’è da dire che il virile maschio UDC è molto meno propenso a pulire sederi ai neonati o a lavare i piatti.

Imbarazzante per la Soldati il tentativo di far credere che anche l’UDC ha una sensibilità verde, quando il massimo che riesce a mettere sul piatto è:

“…anche noi nel nostro piccolo possiamo sicuramente… possiamo fare qualcosa e avere ciascuno di noi, avere una coscienza e cercare di risparmiare e non sprecare…”

Insomma, in piena linea UDC, ognuno fa il cacchio che gli pare, voi chiudete i rubinetti e usate stoviglie di bambù che il pianeta si salva da solo. Pure Herber fa notare che in un’intervista a Radio Fiume Ticino, la stessa Soldati diceva che la responsabilità è del singolo e non deve essere un problema o una priorità della politica.

Alla fine arriva Zali, con talmente tanto cerone addosso a coprirgli i pomelli rossi, che sembra Nosferatu. Alla domanda sulla sua contrarietà all’alleanza con l’UDC, non si nasconde (d’altronde è il più votato, che gli frega?). Herber domanda: “secondo lei è un segnale di debolezza questa alleanza?

Zali risponde salomonico: “si poteva fare altrimenti, non si è fatto altrimenti”.

Insomma, soldati disciplinati anche se questa alleanza è stata indigesta a molti. Poco cambia però, visti i pronostici che probabilmente manterranno la Lega al suo posto.

Ministeriale e ben poco leghista la risposta sul caso Argo, fu uno scandalo?

Zali: “Il caso Argo è stato un grave disservizio dell’amministrazione cantonale e un problema comunicativo da parte del mio collega responsabile di quel dipartimento (ah, è Beltraminelli se Zali non si ricorda NdR), alla fine quando abbiamo raccolti i frutti, le autorità che poi hanno approfondito fino all’ultimo questo caso, non hanno trovato quello che si pensava si potesse trovare…”

Insomma, se non sapessimo che è Zali, sembrerebbe la classica dichiarazione taja e medega nel peggior politichese. Herber incalza: “vuol dire che il peggiore scandalo di questo quadriennio è stato quello dei permessi facili?”

Zali: “diciamo che in quel caso, come può succedere, abbiamo dei funzionari che hanno infranto la legge, il caso è stato gestito devo dire molto bene, si è provveduto a una rimodulazione di questo settore che funziona egregiamente.”

Dunque Beltraminelli è un pasticcione e Gobbi un figo e noi tutti dobbiamo essere felici e piantarla in fondo di rompere i marroni con ‘ste idee balzane di scandali che non esistono.

L’ultima perla ce la regala Gobbi che parla del Mattino su domanda di Herber che chiede che fine ha fatto l’ala barricadera della Lega:

“…barricadero è comunque anche il Mattino, che comunque è un organo che…funziona. Non è l’organo ufficiale della Lega e fortunatamente non lo è, se no avremmo ogni domenica una discussione col caporedattore”

Caporedattore che si riesce a non nominare nemmeno una volta, perché poi Herber ribadisce chiedendo a Zali:

“…caporedattore che scrive che viviamo in uno sfigatissimo cantone, lei cosa pensa?”

Zali: “È un neologismo di tanti che è stato creato dal caporedattore in questione…”

Ma ditelo, porca pupazza! Il fantomatico caporedattore è Lorenzo Quadri, e il Mattino è l’organo della Lega perché è pagato dai colonnelli leghisti della grande famiglia Bignasca! Questo cantone ha perso il senso della realtà, e noi continuiamo a fare finta di berci la frottola che il Mattino balla da solo come una vecchia entreneuse, mentre fa da braccio armato al governicchio leghista e ai suoi amici.

Fantastico, allora abbiamo ricapitolando: un governicchio con due leghisti dentro che però, come dice Gobbi, non sono più barricaderi perché sennò non manterrebbero la coerenza. Caverzasio che ammette pure lui che scendere in piazza non è più facile con due consiglieri di Stato, e abbiamo un Mattino pungolo che è pagato dai leghisti ma non li rappresenta. E questa gente è al 27%.

I portalimoni dell’UDC fanno ancora una volta la stampella della Lega senza probabilmente guadagnarci granché, ma a Blocher a Berna servono i leghisti, e allora tutti insieme appassionatamente anche se alcuni si farebbero la pelle volentieri. Questi sono i fantastici bizantinismi della politica, dove la destra ha un vantaggio sulla sinistra: riuscire ad unirsi per il pro saccoccia, cosa impossibile per gli idealisti di sinistra che si spaccano sul 5% che li divide piuttosto che sul 95% che li accomuna…guardatevi, adesso che ce n’è in giro una caterva, i grafici dello Smartvote e domandatevi perché litigate a volte.

Se avete tempo sorbitevi tutta la trasmissione, vale, anche solo per vedere Zali pallido come non lo avete mai visto grazie al cerone della RSI.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Dentro-il-partito-Lega-e-UDC-11577805.html

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