Ma si vuole davvero aiutare la scuola?

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L’ Associazione per la Scuola Pubblica del Cantone e dei Comuni (ASPCC), per voce del suo vicepresidente Francesco cavalli, si lamenta dell’ennesimo rinvio parlamentare, ad opera soprattutto di borghesi e destra, sulle proposte per migliorare al scuola. Riceviamo e pubblichiamo volentieri, convinti che la scuola sia la vera unica base su cui costruire il futuro del ticino:

“Il comitato dell’Associazione per la Scuola Pubblica del Cantone e dei Comuni non può che esprimere profonda insoddisfazione per il fatto che, dopo la bocciatura della sperimentazione del progetto “la scuola che verrà”, la legislatura si conclude senza che siano stati adottati almeno alcuni minimi provvedimenti per superare le difficoltà della scuola media da tutti riconosciute.

La commissione scolastica del Gran Consiglio (o meglio la sua maggioranza di centro-destra) ha infatti rinviato l’approvazione delle proposte del DECS e del Consiglio di Stato volte, tra l’altro, al potenziamento della docenza di classe, al sostegno per gli allievi in difficoltà e all’estensione dei laboratori a classi dimezzate. Tutti provvedimenti già contenuti in una mozione dei partiti di centro. Sembravano proposte condivise e facilmente attuabili ma invece la commissione ha inspiegabilmente tirato il freno a mano.

A ciò va aggiunto il rifiuto, sempre da parte della stessa maggioranza commissionale, di entrare in materia sulla proposta governativa di aumentare da 16’000 a 18’000 franchi l’importo massimo delle borse di studio. Decisione molto grave che rinvia di un ulteriore anno un importante sostegno agli studenti più sfavoriti.

Il comitato dell’ASPCC ritiene che la buona situazione delle finanze cantonali dovrebbe consentire di superare questo immobilismo con nuovi investimenti in tutti i settori scolastici, ma soprattutto nella scuola dell’obbligo come richiesto da più parti negli ultimi anni.”

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