Paolo Repetti … uno che la sa lunga.

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Una lettura che fa ridere e pensare, un viaggio semiserio tra le religioni e la psicanalisi. Paolo Repetti … uno che la sa lunga.

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Paolo Repetti è una delle persone più importanti dell’editoria italiana. Con Severino Cesari ha condiviso diverse entusiasmanti avventure fino ad arrivare a fondare, a Roma (!), la Einaudi Stile Libero, una costola poi rivelatasi vincente della storica casa madre torinese.

In queste settimane Repetti ha mandato alle stampe «Esercizi di sepoltura di una madre», presso Mondadori. Un libro apparentemente strano: diviso in 4 parti ben diverse fra loro (sia per forma che per contenuto) trova armonia solo all’ultima pagina, quando il conquistato equilibrio acuisce, rendendolo profondo, il senso. Ma andiamo con ordine.

Nella prima parte l’assenza-presenza della madre domina la scena. Lei, commerciante ebrea a Roma (vendeva asole!), morta a 84 anni, viene qui narrata nella sua trabordante funzione educativa dove apparenti contraddizioni anche di tipo religioso (col figlio battezzato e circonciso poi diventato ateo convinto) confluiscono in una specie di «spettacolino di cabaret innocuo e divertente…». Una madre che in pratica ha praticato un imprinting fondante e pervasivo, un timbro che ha avuto un impatto devastante sul figlio e non basta la giustificazione-meme («L’unica verità è nel pianto. Questo vorrei fosse l’iscrizione sepolcrale alla mia tomba») e risolvere il tutto.

La seconda parte è costituita da veloci, esilaranti sketch telefonici già pubblicati su Facebook. Assenza di scenografia, un telefono ogni tanto cellulare ma il più delle volte fisso, e due interlocutori: il sempre presente zio con uno dei suoi nipoti. La piccola irresistibile Saretta, 8 anni e già un mito (imperdibili le pagine sull’argomento mestruazioni), il fratello di mezzo Davide, l’adolescente che ha due sole cose in testa (la seconda è la Juve) e ancora il fratello più grande, il pazzo Isaac. Uno che ha un’afasia sentimentale e che trasforma in formule algebriche anche la combinazione degli alimenti della prima colazione. Sullo sfondo, e come eco, la zia Sara che vive in Israele e si sente assediata. Queste, a modo di vedere di chi scrive, sono le pagine più belle del romanzo.

Nella terza parte, di poche pagine, la morte dell’appena citata zia Sara. Dopo una vita dedicata al sionismo è stata rapita dalle sue latenti paure e ha voluto essere sepolta a Roma, nella parte cattolica della tomba di famiglia. Di fatto aprendo lo scenario alla parte conclusiva della narrazione, dove una foto struggente riesce a far emergere ricordi e tenerezze, un lessico familiare smarrito e verità nascoste, furti e passioni, gelosie e profanazioni.

Una bella lettura. Citando Marilù Oliva, una che se ne intende, ci si potrà trovare «stralci di vita e filosofia, un pizzico di ebraismo, ateismo, sofismo, massimi sistemi, minimi storic, psicanalisi, concretezza ricordi e perfino un po’ di poesia».

E, aggiungiamo noi, un bel po’ di risate intelligenti.

«Esercizi di sepoltura di una madre», 2019, Paolo Repetti, ed Mondadori, 2019, pag 159. Euro 17,00.

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