Quadri e i talebani ecologisti

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Mentre venerdì i giovani di tutto il mondo scendevano in piazza per rivendicare il proprio diritto ad avere un futuro, chiedendo a gran voce un impegno su scala mondiale riguardo alle misure urgenti a salvaguardia del Pianeta sottoscritte in più di un’occasione, ma mai davvero applicate, c’era chi, anche in Ticino, rosicava amaro. Amarissimo.

“Per l’ennesimo esempio di scuola ro$$a. O piuttosto, di scuola verde-anguria (verde fuori, ma ro$$a, ro$$i$$ima dentro).” Era il solito Lorenzo Quadri che, di fronte ai 4’000 studenti ticinesi mobilitatisi per esprimere la loro preoccupazione sullo stato di salute del nostro Pianeta, ribadendo la necessità di un sostanziale impegno, da parte di tutti, per una diminuzione a livello globale della produzione di CO², ha avuto da ridire.

Perché, secondo lui, la richiesta mossa dai giovani scioperanti è palesemente manipolata da loschi figuri che inoculano il virus dell’estremismo ambientalista nei nostri ragazzi. “Alla faccia del ‘non si fa politica a scuola’ – sbotta il re degli assenteisti in Consiglio Nazionale – 40 insegnanti di licei ticinesi hanno pensato bene di appoggiare lo sciopero studentesco sottoscrivendo un appello talebano che lascia basiti.”

Già. Un appello nel quale si legge che: “Gli studenti scenderanno in piazza per denunciare sia l’inattività dei governi del mondo di fronte alla catastrofe imminente, sia la miopia di un sistema economico incapace di farsi carico di finalità diverse da quelle del profitto privato a breve termine”. Ed è proprio in queste infide parole che si nasconde il pomo della discordia. Sì, perché per il direttore del Mattino non c’è nessuna Apocalisse dietro l’angolo, ma solo propaganda e “populismo ro$$overde”.

“Ma davvero degli insegnanti liceali credono che dietro alle iniziative di lavaggio del cervello dirette in particolare ai più giovani all’insegna dell’estremismo ecologista non ci siano enormi interessi politico-economici, ovvero tanti signori e signore che si fanno gli zebedej di platino? Se è così, questi docenti di scuola superiore forse non sono al loro posto.” Minaccia Quadri dalle colonne del domenicale leghista.

In buona sostanza, Lorenzo Quadri è convinto che manifestare, scendere in piazza per il cambiamento climatico ormai innegabile e sotto agli occhi di tutti, sia politicamente scorretto perché fa il gioco della Sinistra e di altri interessi economici comunque di parte. Come se preoccuparsi per la nostra sopravvivenza si possa in qualche modo incasellare. Come se mobilitarsi per la desertificazione galoppante o l’erosione delle coste, per uragani, bufere di neve e altri eventi climatici estremi sempre più frequenti possa avere una casacca politica.

Qui, più che certa dietrologia francamente da bar sport, c’è casomai in gioco il futuro dei nostri figli. Che invece di starsene con le mani in mano, ci hanno dato una lezione di civiltà e di democrazia. Siamo di fronte a ben altro che a 4’000 ragazzi pronti a bigiare alla prima occasione buona che hanno per farlo, caro Lorenzo. Ecco perché ora sta a tutti noi di rimboccarci le maniche. Andando ben al di là di certi giochetti e ripicche da sagra di paese.

Una richiesta, quella di Greta Thunberg e di chi l’ha seguita raccogliendo il suo invito e riempiendo anche le piazze ticinesi, che non vuole solo un cambio di marcia, ma anche più attenzione e rispetto di ciò che pensano i nostri figli e di quelle che sono le loro preoccupazioni riguardo al mondo malato che erediteranno da noi. Ragazze e ragazzi che non sono i burattini di nessuno.

E invece, dopo Piero Marchesi che su Facebook invitava, beffardo, i nostri giovani scesi in piazza per il clima a rimboccarsi le maniche “per pulire i nostri boschi, i cigli delle strade e i prati dai rifiuti depositati anche dai loro coetanei” (leggi qui), anche Lorenzo, novello climatologo, si è espresso sul tema proponendo una sua infallibile ricetta per la salvaguardia del Pianeta.

“Per ridurre in modo sensibile le emissioni di CO2, basta abbassare di un grado le temperature nelle aule scolastiche e negli edifici pubblici. Altro che criminalizzare gli automobilisti (naturalmente solo quelli svizzeri, perché guai a fare un cip sui 65mila frontalieri che, grazie alla devastante libera circolazione delle persone voluta dal triciclo PLR-PPD-P$$, entrano ogni giorno uno per macchina)! Altro che tartassare i proprietari di una casetta con il riscaldamento a nafta!”. Insomma, per la serie “politici da rottamare”, perché più inquinanti di certe vecchie auto ancora in circolazione.

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