San Ramon dei miracoli

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Parlare di miracoli nello sport non è rischio da poco: si passa dal banale allo stupido. Ma non nel caso di Ramon, per lui il termine vale, e non siamo molto lontani dai miracoli della Madonna di Lourdes che sono dichiarati tali solo se un team di luminari dichiara l’evento scientificamente inspiegabile, senza credere necessariamente ai miracoli.

Appunto: restiamo nel campo della scienza dello sport, la cui massima espressione fu raggiunta dalla scuola di Lipsia della DDR, e non solo grazie al doping. Gli scienziati di Lipsia, nell’ambito della guerra fredda, cercavano di dimostrare attraverso lo sport la superiorità del “Realsozialismus”, del loro sistema. Per arrivare a tanto avevano una serie di linee-guida che dovevano stabilire in modo infallibile o quasi quali caratteristiche doveva avere un ragazzo per diventare un campione. Il ragazzo, e a maggior ragione la ragazza, di solito più disciplinata, poteva manifestare una inclinazione per l’ uno o l’altro sport, ma la sua opinione non era determinante. Se collimava con quella   degli uomini di scienza, bene, altrimenti doveva per forza cambiare sport, perchè  in quello scelto, secondo i parametri dei sapienti, non aveva futuro.

Ora avrete subito capito che se un bimbo cresciuto a dismisura e con le gambe lunghissime avesse dichiarato ai professori di Lipsia che il suo sogno era di diventare l’erede di Stenmark, non solo l’avrebbero scartato, ma avrebbero steso un rapporto negativo sulle sue capacità di autocritica. Faccio un altro esempio,scusandomi per l’autocitazione: l’ho scampata bella. Perché se fossi stato in servizio,vedendo il gigantesco Ramon (2m) nella selva dei paletti di uno slalom sarei stato in grande imbarazzo e avrei sicuramente preso un grosso granchio, il famoso granchio argentato delle nevi, e fors’anche il rarissimo granchio cornuto del Karakorum (tutto vero, detto alla RSI, suscitando sconcerto). Avrei messo in dubbio l’intelligenza dei suoi allenatori: ma insomma, mettetelo sulla discesa, o se proprio ama le porte sul gigante e sul supergigante.  Mai nello slalom. Come prendere un carro armato per inseguire uno stambecco sul Bernina. Con quelle gambe: come fa ad alzare e ad abbassare il baricentro?  Escursione doppia, rispetto agli altri.

Ma c’è una soluzione, per quanto  ritenuta improponibile: tenere il baricentro basso e con minime variazioni di linea gravando enormemente sulle ginocchia, sugli addominali e sui dorsali e con grande  mobilità delle anche.  Sembrava impossibile, ogni volta che scendeva eravamo alle solite: fortissimo nei tratti filanti, goffo quado gli angoli si facevano acuti. Rieccoci: la sfida fra una  mountain-bike e un carro armato scendendo da una montagna. Ma alla fine l’ha spuntata lui, san Ramone delle nevi, anzi delle porte strette. Spero che gli  scienziati di biomeccanica dei Politecnici di Zurigo e Losanna diano un’occhiata a Ramon: gli umani si, a un certo punto  possono adattare, snodare la loro macchina. Un ingegnere, a maggior ragione con i robots, può a sua volta fare miracoli, ma, appunto, con un robot. Ramon lo ha fatto con se stesso.

Ora non sappiamo sino a che punto ci sono stati costruzione e allenamento metodico, e sino a che punto Ramon ha fatto come i contadini di montagna dell’alto Vallese, adattando il fisico alle circostanze del terreno. Si può, si può, ma solo sino a un certo punto: diamine, una vache-reine,  una di quelle imponenti mucche da guerra che si vedono nei tornei, per quanto infuriata, non raggiungera mai un capriolo. Ma in campo umano le sorprese non sono mai finite, proprio cosi, la specie si adatta e evolve: Ramon non era adatto alle porte strette. Ma se a lui piacciono? Semplice, si lasciano le porte, mica si possono cambiare per lui, e si modifica la meccanica, la bio-meccanica.
Complimenti a Ramon, e scusaci se non ti abbiamo creduto. Dopo la medaglia d’argento olimpica in Corea è arrivato il primo posto a Kranijska Gora con oltre un secondo su Kristoffersen e Hirscher. Solo un inglese adepto della massima “perchè essere difficile, se con un minimo sforzo in più puoi essere assolutamente impossibile” avrebbe scommessi un penny bucato sullo slalomista Ramon.
E invece, è andata proprio così.

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