Svizzera un paese arretrato? Ma dai, ora ti sposi perfino se sei gay!

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Mentre la Chiesa ha fatto uno strabiliante passo avanti, dichiarando che, secondo la Bibbia l’omosessualità è un abominio e non un reato, noi siamo ancora qui a cincischiare sui diritti dei gay e a discutere sul loro matrimonio. Ma facciamo una piccola incursione in quella che è la storia o l’iter burocratico che gli LGBT hanno dovuto seguire nella nostra Elvezia conservatrice, dove fino all’altro ieri la legge non consentiva a due persone dello stesso sesso di contrarre matrimonio.

Dovevano arrivare i Verdi Liberali, nell’agosto 2018, a lanciare l’iniziativa parlamentare ”Matrimoni per tutti”.. Ma riflettiamoci su: “ Le coppie di gay e lesbiche devono avere gli stessi diritti degli eterosessuali?” E chi lo dice!

Un matrimonio per tutti? Ora è realtà!

Da noi la depenalizzazione dell’omosessualità risale al XIX secolo nei cantoni francesi, grazie all’adozione del codice napoleonico e si dovette attendere per i cantoni svizzero tedeschi che continuano a perseguire l’omosessualità fino al XX secolo. Abbiamo la depenalizzazione del codice penale nel 1942 e, con l’arrivo del nazismo in Europa, Zurigo diviene un centro per gli omosessuali.

Il codice militare mira all’esclusione dall’esercito e a ricoveri psichiatrici oppure propone la castrazione volontaria, il tutto viene poi riportato nel libretto di servizio che viene presentato ai datori di lavoro.

Il tema dell’omosessualità viene menzionato per la prima volta alla televisione svizzera nel febbraio 1967 e nel 1970 viene fondata la prima organizzazione omofila in Svizzera.

Negli anni 80 a Ginevra si forma un movimento per lesbiche, invisibili fino ad allora, e nasce la prima comunità nell’89, l’organizzazione svizzera delle lesbiche a Berna.

Nel 1993 lo spazio gay di Massagno inizia la sua attività.

Nel 1978 sfila il primo Street Day o Gay Pride, nell’82 si conosce l’AIDS, che all’epoca veniva anche denominato “cancer gay” o la peste del XX secolo.

Inoltre la Svizzera è stato il primo Stato al mondo dove delle coppie di persone omosessuali sono state riconosciute direttamente dal popolo (58%).

Nel 2001 vi è l’approvazione popolare delle unioni domestiche registrate, apripista Ginevra, poi Zurigo e Neuchâtel e nel 2007 le persone dello stesso sesso possono unirsi in un’unione domestica registrata. Che culo!

Che fretta c’era maledetta primavera…

Nel 2010 è stata fondata l’associazione Trans Gender Network Switzerland, anche se essere transessuali rimane un tabù.

Nel 2012 la stessa associazione spiega che la Svizzera rimane in ritardo rispetto ad altri Stati riguardo alla discriminazione sul lavoro e al rimborso delle assicurazioni sanitarie.

Nel 2015 a Ginevra viene aperta Refuge, la prima associazione svizzera che propone un alloggio alle giovani persone LGBT che sono state allontanate dalle loro famiglie e vittime di omofobia. I giovani sono spesso vittime del rifiuto del loro ordine religioso.

Nel 2016 il parlamento federale permette l’adozione a coppie omosessuali che vivono in unione domestica registrata del figlio del partner.

Ora la Svizzera ha rischiato di confermarsi all’ultimo posto dei Paesi europei in materia di matrimoni civili, come del resto si era già verificato con il voto alle donne nel 1971!

Per fortuna nel luglio 2018 la commissione si china sull’iniziativa dei Verdi Liberali ”Un matrimonio per tutti!” e oggi finalmente si concretizza. Dei 28 Paesi della UE solo nove (Italia, Grecia, Cipro, Lituania, Lettonia, Bulgaria, Polonia, Romania e Slovacchia) non prevedono nessun tipo di tutela per le coppie omosessuali.

Altro che Paese arretrato…

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