Bellinzona, un sit-in per il nostro futuro

Pubblicità

Di

Hanno deciso di trascorrere 96 ore di fila in Piazza Governo, davanti a Palazzo delle Orsoline. Il loro è un gesto di protesta che andrà avanti fino a venerdì. I protagonisti di quest’azione sono un gruppo di giovani attivi all’interno del movimento “Sciopero per il Clima”. Ai membri del nuovo esecutivo chiedono di dare priorità alla questione ambientale. Ogni giorno consegneranno una lettera a ognuno dei cinque Consiglieri di Stato. Con una serie di proposte concrete, utili a risolvere i problemi legati al clima e all’ambiente, da attuare da ognuno dei cinque Dipartimenti.

Eravamo con quattro di loro ieri sera (mancava solo Yannick). Ci hanno accolto offrendoci un tè caldo. Volevamo conoscerli di persona per capire cosa li avesse spinti a mettersi in gioco per una causa che ci riguarda tutti. Avevano cenato da poco. C’erano Matilde e suo fratello Siro, Valeria e Gaia. Un nome, quest’ultimo, che sembra quasi essere profetico dato che Gaia in greco significa “Terra”. Lei vorrebbe studiare diritto ambientale o climatologia. Matilde è indecisa tra psicologia, astronomia e biologia. Valeria invece, da grande, vorrebbe fare la regista e Siro l’attore. Tutti e quattro indossano una tuta bianca sulla quale c’è scritto il loro mantra: “Crisi climatica in primo piano!”

Perché siete qui davanti a Palazzo delle Orsoline? In un giorno di festa poi?

Matilde: “Vogliamo sensibilizzare la gente e chiedere al governo, al nuovo esecutivo, di mettere in cima alla loro agenda la crisi climatica.

Siro: “A dare forza e valore all’azione che stiamo portando avanti è anche il fatto di aver scelto di essere qui proprio a Pasquetta. Noi siamo tutti e quattro studenti e stiamo sacrificando le nostre vacanze, del tempo che avremmo potuto dedicare a noi, scegliendo invece di essere qui. Per quelli che sono i problemi legati ai cambiamenti climatici. Essere qui oggi è la dimostrazione che per noi sono davvero importanti.”

Quando è scattato in voi qualcosa che vi ha portato a impegnarvi in prima persona per il clima?

Valeria: “Tutto è iniziato con la nostra prima manifestazione. Però l’attenzione e il pensiero per questa problematica, in me, c’erano da sempre. Poi con l’arrivo di Greta Thunberg ho capito, abbiamo capito che quella era la via che anche noi dovevamo percorrere perché ci stessero a sentire veramente.”

Matilde: “La mia curiosità è nata soprattutto sui banchi di scuola e poi, anche grazie a mio fratello che mi ha un po’ spiegato cosa stava succedendo perché lui si era interessato alla faccenda prima di me, ho preso coscienza del problema. Da internet ho recuperato un po’ dei discorsi fatti da Greta e ho capito l’importanza di fare qualcosa.”

Greta Thunberg ha grossomodo la vostra età. Che cos’è che via colpito di lei? Perché credete che sia diventata così importante?

Gaia: “Penso che sia per il fatto che non si tiri mai indietro, ma dica le cose come stanno e che lo continui a fare e a insistere, in modo che il suo messaggio non si spenga. Ogni giorno continua a manifestare per il clima. È una giovane come noi che, per questa nostra causa, ha saputo farsi ascoltare, raccogliendo l’attenzione di tutti. Ci ha dato finalmente la speranza che qualcosa possa davvero cambiare.”

Voi siete qui perché chiedete, farete delle proposte al nuovo esecutivo. Però, una cosa che spesso si sente dire dai politici che ci governano, è che tutti nel nostro piccolo dovremmo iniziare a fare qualcosa. Voi cosa ne pensate?

Siro: “In parte hanno ragione, se nascesse dalla consapevolezza di ognuno sarebbe un cambiamento molto più forte. Ma il problema è che la maggior parte delle persone non è davvero consapevole di quel che sta accadendo. Tra 11 anni o avremo ridotto le emissioni oppure tutto quello che già stiamo in parte vedendo sarà irreversibile. È vero, sì, che le persone devono darsi da fare in prima persona per un cambiamento, ma spesso noi tutti non abbiamo la possibilità di farlo perché avere una vita più ecosostenibile costa. Perché, per esempio, non ci sono adeguati servizi pubblici e lo stato dovrebbe occuparsi proprio di questo, di renderci possibile il cambiamento senza dover fare troppi salti mortali.”

Gaia: “Penso che la politica dovrebbe creare un ambiente coerente dove ogni persona possa cambiare stile di vita. È questo il suo compito.”

Valeria: “Se noi chiediamo loro un cambiamento non possono continuare a rispedirlo al mittente. Bisogna agire perché il tempo che ci rimane e molto poco.”

Voi cosa avete fatto nel vostro piccolo?

Siro: “In famiglia consumiamo solo alimenti locali, locali invece che magari prodotti Bio in arrivo dall’Estero. Mi muovo soprattutto con i mezzi pubblici. Non mangio carne. E poi, sull’argomento, ho cercato di sensibilizzare le persone che mi stanno attorno. Ho cercato di far capire ai miei genitori l’importanza di cambiare stile di vita.”

Gaia: “Anch’io ho eliminato dalla mia dieta tutti i prodotti di origine animale. In famiglia abbiamo venduto le due auto a benzina che avevamo per comprare un’auto elettrica. La ricarichiamo con i nostri pannelli solari fotovoltaici. Io poi, personalmente, non ho mai preso l’aereo.”

Come si conciliano certi modelli consumistici, per esempio penso alla moda nell’abbigliamento, con un modello di vita ecosostenibile?

Siro: “Sono modelli che ovviamente non condividiamo. La critica al consumismo va di pari passo con quella agli sprechi.”

Quindi si può essere alla moda essendo fuori moda?

Tutti e quattro sorridono.

Valeria: “Beh, sì. Anche i modelli stanno cambiando. C’è sempre più gente che preferisce comprarsi una t-shirt di seconda mano per poi personalizzarsela. Fa sì che alla fine sia ancora più originale, quindi ‘alla moda’ e forse anche più interessante.”

Cosa pensano i vostri genitori di questa vostra azione?

Matilde: “Per quanto riguarda Siro e me, i nostri genitori sono molto d’accordo. Dicono che ci ammirano per quello che stiamo facendo. Ovviamente li teniamo al corrente di ogni azione che decidiamo d’intraprendere. Anche del fatto di essere qui oggi. Sono d’accordo con noi e l’hanno presa proprio bene.”

E i vostri coetanei?

Gaia: “Sono tutti d’accordo che bisogna agire, bisogna assolutamente attivarsi per clima, tanti però non condividono i nostri modi, non capiscono il senso di protestare e scioperare. Tanto non serve a niente, ci dicono spesso. Noi però siamo convinti che, se non facessimo sentire la nostra voce, finirebbe per sembrare che il problema non ci sia, che vada tutto bene. Invece noi vogliamo proprio evidenziare questa cosa e lo facciamo portando avanti delle misure concrete.”

Quali sono queste misure concrete?

Siro: “Maggiori trasporti pubblici. La possibilità di fare la raccolta differenziata dei rifiuti. Trasporto merci su rotaia. Chiediamo che venga incentivato l’utilizzo dei mezzi pubblici attraverso una diminuzione del costo dei biglietti e degli abbonamenti, magari unificandoli. Chiediamo misure per incentivare il bike sharing. Piste ciclabili. Nei centri città più zone pedonali e meno parcheggi.

Sabato Greta Thunberg è apparsa in un selfie scattato a Lugano. Che effetto vi ha fatto saperlo?

Matilde: “Ero molto felice, direi quasi esaltata a saperla qui in Ticino. Un po’ triste per non averla vista di persona.”

Siro: “Greta è una figura di riferimento per tutti noi proprio per il fatto che è come tutti noi. E sapere che era a Lugano l’ha tolta da una dimensione diciamo “mistica”, come Greta Thunberg la ragazza che ha smosso il mondo, e ce l’ha resa una ragazza della nostra età, come noi, che è riuscita a far sentire la sua voce, a fare grandi cose, e questo, ovviamente, è per noi motivo di speranza riguardo a ciò che stiamo facendo.”

Chissà cosa riusciranno a ottenere questi quattro ragazzi, questi quattro cuccioli d’uomo, e i loro coetanei che come loro si stanno battendo perché ci sia una presa di coscienza collettiva e una svolta politica. Il loro appello è a mobilitarsi e ad andare avanti, a perseverare con le iniziative e le azioni in favore del clima. Uno di loro però sintetizza al meglio cosa tutti e quattro si augurano per il futuro. È ancora lei, Gaia, la nostra Terra, a farsene portavoce: “Fra venticinque anni spero di potermi guardare indietro e poter dire che una battaglia almeno l’abbiamo vinta.”

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!