Il tesoretto dei pirati da 137 milioni

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I 137 milioni di avanzo per il Ticino non sono un buon risultato. Primo, sono dovuti in gran parte alle riserve della Banca nazionale, e poi all’amnistia federale che ha portato alla luce milioni di franchi nascosti. Franchi che se si dava retta a Vitta con la sua amnistia cantonale, bocciata grazie al ricorso socialista, avremmo buttato bellamente alle ortiche.

Per vent’anni abbiamo rimandato investimenti in nome di un’austerity dovuta principalmente alla gestione liberale delle finanze, che creò, con la scriteriata politica di sgravi fiscali alle aziende, buchi di centinaia di milioni che poi ha dovuto pagare la famigerata classe media.

Che poi dai, siamo anche un po’ stufi di chiamarla classe media, che di medio ormai ha ben poco. Quella classe siamo noi, con i nostri sforzi giornalieri, con le nostre magagne, i figli all’asilo o all’università, l’AVS e il mutuo da pagare.

Scopo del governo era risparmiare, sempre risparmiare, stessa cosa nei comuni, dove ci sono legislativi che preferirebbero l’espianto di un rene piuttosto che l’aumento di un punto percentuale del moltiplicatore. Ora tutti contenti, o perlomeno, tutti meno quelle minoranze che si sono viste togliere sussidi di cassa malati, prestazioni particolari, assegni di prima infanzia, eccetera. Spesso già fasce marginali, o alla canna del gas, persone in assistenza o famiglie monoparentali, che hanno rimpinguato il tesoretto di Vitta.

Un tesoretto dei pirati non meritato, perché non frutto di politiche oculate, ma più che altro di fortuna. Come dicevamo, soldi della Confederazione e dell’amnistia federale soprattutto. Alla cassa sono passati i mozzi di sentina, gli ultimi della nave, quelli che se arriva un cavallone a portarseli via, il capitano al massimo dà una scrollata di spalle. La famosa catastrofe finanziaria sventolata davanti al naso dei cittadini impauriti, si rivela poi alla fine un pingue guadagno, che se sommato a quello di 80 milioni del 2017 fa davvero un bel gruzzolone.

E ha ragione da vendere il PS quando nel suo comunicato scrive:

“…Un eccesso di prudenza che Plr, Ppd e Lega non hanno però utilizzato quando hanno deciso che avrebbero regalato il 70% di sconto a chi avrebbe dichiarato dei capitali celati allo Stato con l’autodenuncia esente da pena. Una decisione a cui ci siamo opposti, ricorrendo al Tribunale federale che con una sua sentenza ci ha dato ragione. Se il PS non avesse ricorso, al Cantone sarebbero mancati ben 150 milioni in tre anni!”

Ora, caro Vitta, passiamo alla cassa. Quelli che si sono visti tagliare non i lussi, ma la carne viva hanno diritto di poter respirare un po’. La scuola ha il diritto di avere i miglioramenti che avete fatto di tutto per bocciare affossando la riforma del DECS. Gli investimenti devono essere fatti per creare lavoro per i ticinesi e i residenti. L’ispettorato del lavoro deve essere potenziato seriamente. Il settore pubblico deve virtuosamente iniettare denaro nel circuito economico favorendo iniziative reali e che creano posti di lavoro, e non capannoni brianzoli stile Gucci.

La tempesta in fondo si è rivelata un temporale e c’è chi ci ha navigato sopra fregandosene dei marinai che giustamente ora chiedono la loro parte di bottino.

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