La prossima legislatura promette faville

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Stamattina ci alziamo, ancora un po’ straniti da quello che è successo, perché onestamente nessuno può dire che si aspettava quello che è successo. Oddio, non grandi stravolgimenti, ma forse ancora più, tanti piccoli o medi cambiamenti che lasciano perplessi.

Oltre a questo, una sequela di trombati celebri, che hanno finito per pagare, soprattutto in casa UDC una serie di cambi di casacca che alla fine hanno magari un po’ stufato l’elettorato, che si è sentito come al mercato del pesce, e parlo soprattutto di Franco Denti e Cleto Ferrari.

Se la vera sorpresa è non proprio un’onda rossa, poco ci manca. Il PS tiene con una flessione minima, che gli permette comodamente di mantenere i 13 seggi che aveva in precedenza, i Verdi, nonostante l’uscita di scena di Denti, Merlo e Patuzzi, riescono a recuperare i tre seggi: pulizia è fatta e oggi i 6 Verdi sono verdi davvero e si spera anche belli agguerriti. Due seggi per i comunisti, che capitalizzano un’opposizione seria e misurata come anche l’MPS, che si muove in un terreno un po’ più agitato e ha già promesso opposizione dura.

I liberali perdono solo un seggio, ma il loro exploit, visti i proclami precedenti risulta davvero magretto, soprattutto pensando che volevano rubare il seggio al PS, cosa che Caprara nega oggi, facendo un po’ ridere tutti. Un seggio indietro anche per i PPD, che in fondo possono leccarsi i gomiti, viste le beghe legate ad Argo1 che hanno indisposto una bella parte dell’elettorato.

Grande sconfitta la Lega, un partito tronfio e arrogante, che aveva fatto della sua narrazione vittoriosa una specie di mantra inviolabile. Oggi la Lega si fa male e non poco con un calo di 4 seggi, ed è inutile nascondersi dietro un dito. Stare al governo con la maggioranza relativa e continuare a chiamarlo governicchio e parlamenticchio fa ridere i polli. E la gente che scema del tutto non è, ha preferito migrare, soprattutto i più facinorosi, verso altri lidi.

Se pensiamo poi che nella sua roccaforte, Lugano, la Lega ha perso quasi 5 punti percentuali mentre il PS ha mantenuto comodamente le posizioni, dà da pensare. Ora sicuramente la Lega cercherà di tornare a fare opposizione dura, resa però comunque impossibile e incompatibile proprio dal suo successo. Vedremo che succederà nei prossimi quattro anni.

Va bene invece l’UDC di Marchesi, che guadagna due seggi e rende il suo peso specifico, se non gigantesco, un po’ più consistente, soprattutto nei confronti dell’alleato leghista, a cui, oggi possiamo dirlo con una ragionevole certezza, ha salvato le chiappe in Consiglio di Stato.

Ci attende un parlamento più rosso allora e anche più agguerrito probabilmente, almeno a sinistra, e una serie di alleanze un po’ più complicate sui temi concreti, certo è che la prossima legislatura ci promette faville.

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