Bobbià e le minacce a Pagani

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Il Cardiocentro sembra non lasciarci mai a bocca asciutta, ogni giorno ci propina pietanze più o meno gustose quando non anche velenose. L’ultima riguarda un SMS mandato da Edo Bobbià al collega di partito Giovanni Pagani, in cui quest’ultimo veniva minacciato di ritorsioni se non avesse sostenuto il Cardiocentro.

Edo Bobbià è attualmente coordinatore del gruppo “Grazie Cardiocentro”. E non possiamo fare a meno di non stupirci dell’agire di Bobbià, e anche di Pagani, visto che quest’ultimo ha deciso di svelare le pressioni del primo solo a elezioni terminate e dopo essere stato estromesso dal Gran Consiglio. Ma cosa ha scritto Bobbià a Pagani, in una storia dove mandare SMS poco intelligenti sembra sia la regola? Ecco qui:

“Caro Giovanni, si sta diffondendo molto velocemente la notizia che stamane hai votato contro la ricevibilità dell’iniziativa sul Cardiocentro. Non ho capito il senso del tuo no. Purtroppo non ti sarà indolore a livello di consensi elettorali, specie nel Luganese ma non solo. La settimana prossima lo comunicheremo ai nostri 2400 sostenitori. Mi dispiace. Cordialmente Edo”

Pagani, che in commissione aveva votato contro, insieme alla collega del PS Gina La Mantia, segnala la cosa alla segreteria del Gran Consiglio. Anche perché oltre all’onta per le pressioni fatte da Bobbià, ci sarebbe la fuga di notizie in merito al voto commissionale. Una violazione del protocollo dunque. Non è comunque difficile immaginare chi abbia avvisato Bobbià del voto di Pagani. Però una cosa ci infastidisce su tutto: come mai Pagani solo ora denuncia la cosa? A sentire lui, non voleva inasprire la discussione sul Cardiocentro. Non si capisce perché ora cambino le cose.

Ma Bobbià non ci sta e ribatte a Pagani, leggiamo da TIO:

“…Durante la campagna elettorale Pagani mi aveva chiesto un sostegno. Gli ho spiegato che come “Amici del Cardiocentro” volevamo fare una letterina, per altro molto gentile, in cui dicevamo che i seguenti deputati si erano dichiarati vicini alla nostra causa. (…)

Però Pagani vota contro in commissione, e Bobbia si dice deluso:

“ (…) Da una parte mi chiede (Pagani NdR) e dall’altra mi vota contro alla prima occasione! La ricevibilità per noi era fondamentale. A che gioco stava giocando? E da lì è partito, forse un po’ ingenuamente, questo SMS, che mi lascia assolutamente tranquillo.”

Dunque, Pagani avrebbe chiesto sostegno a Bobbbià e agli amici del Cardiocentro, però poi in sede commissionale avrebbe votato contro e Bobbià, per ritorsione, avrebbe contribuito a “trombarlo” in Gran Consiglio. Pagani incavolato racconta ai media la storia, storia che se era così indignato per l’agire di Bobbià avrebbe dovuto raccontare prima delle elezioni.

Che dire in fondo? Che assistiamo all’ennesima patetica storielle di potere e di vantaggi, dove colui che accusa si sarebbe volentieri avvalso dei vantaggi datigli da colui che ora denuncia. Una storia di politichetta e di scambi di favori che la dicono lunga sul clima che vige intorno al Cardiocentro e tra i suoi sostenitori. Un altro capitolo della saga che vede in primo piano la famiglia Moccetti e i suoi “amici” che, soprattutto nella cerchia ristretta annoverano personaggi che conosciamo bene, come Edo Bobbià, Giovanni Jelmini e Giorgio Giudici, gente abituata a tirare i fili e ad annusare i vantaggi con l’olfatto di segugi. Sull’idea che ci siano interessi intorno alla gestione milionaria del Cardiocentro, ormai non ci sono più dubbi, ma praticamente certezze.

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