Caverzasio: per una Lega bipolare

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Fa sempre un certo effetto sentir parlare dell’anima sociale della Lega. Ancor di più se tale espressione la si sente uscire perfino dalla bocca di un Ivo Durisch. Ora, che il motivo della sconfitta leghista e che la perdita di quattro seggi in Gran Consiglio sia l’effetto di una smarrita anima sociale, non è per forza detto. Che l’anima sociale della Lega si sia addormentata, difficile dimostrarlo con dati scientifici alla mano.

Quel che invece risulta certo è che, viste le variabili in gioco, qualsiasi opinione non del tutto campata per aria, alla fine risulta ragionevole. Credibile. Proprio come capita dopo una sconfitta calcistica. Con gli inesauribili commenti del dopopartita che riempiono le cronache sportive di tutti i giornali in edicola il mattino dopo o certi programmi tivù che vanno avanti a parlarne fino a notte inoltrata.

“Abbiamo perso. Siamo quelli che ne sono usciti peggio.” Non si nasconde certo dietro un dito il capogruppo leghista Daniele Caverzasio. Anzi. Il suo commento del risultato deludente e del calo del 5% di voti non lascia spazio ad alibi del dopo partita. In casa leghista c’è addirittura chi ammette candidamente che l’onda lunga del Nano è ormai finita. Oggi più che mai, non avendo più un vero leader. Il buon caro vecchio leader.

E fin qui tutto fila via liscio come l’olio. Un po’ meno quando è lo stesso Caverzasio che, cercando a caldo una soluzione, se ne esce con una frase del tipo: “È probabilmente ora di tornare a fare la Lega in maniera nuda e cruda.” Cioè? Quella delle battaglie dure e pure fatte di proclami e azioni dimostrative antisistema o contro l’Europa, così come ha continuato imperterrito, nei secoli fedele, a fare il Mattino della Domenica?

In pratica la soluzione sarebbe quella dell’avere un atteggiamento cerchiobottista, ma senza per questo vergognarsene? Bah. Se la Lega ha perso terreno è soprattutto perché alle urne qualcuno ha deciso di non darle più la fiducia accordatale un tempo. Perché le scelte si pagano. Quelle sbagliate un po’ di più. Piuttosto, che la Lega e i suoi due Consiglieri di Stato governino e lo facciano al meglio, questo dovrebbe augurarsi il suo capogruppo in Gran Consiglio.

Perché non esiste che si sia maggioranza di governo e contemporaneamente anche opposizione. Forse è possibile in una dittatura. Altrimenti è da schizofrenici. È un atteggiamento francamente bipolare. Volevate la bicicletta? Ora che è la vostra vi tocca pedalare, punto e stop. Dimostrando di saperlo fare. L’unico sano leghismo che andrebbe tirato fuori è quello di chi dopo essersi lamentato del sistema, quel sistema lì lo riforma rendendolo più equo e più giusto, se non per tutti, almeno per una maggioranza.

Un tempo in Consiglio di Stato sedevano due liberali. Ci sono stati pure due socialisti. Ora, ad esser due, siete voi. Anche per i prossimi quattro anni. A questo giro l’UDC vi ha puntellato ben bene. Ma le crepe son lì tutte da vedere. Così, se ora la paura è quella di perdere le poltrone, il modo più facile per farlo, è proprio quello di continuare ad avere il piede in due scarpe. Antisistema la domenica e a braccetto con gli interessi di bottega in settimana.

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