Come sarebbe il mondo se avessero vinto loro

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Un’azione importante e intelligente, realizzata a Reggio Calabria, ha di fatto tappezzato la città di manifestini con delle leggi fasciste risalenti al Ventennio. Ricordando agli italiani cosa sarebbe stato oggi del loro Paese, se avessero appunto vinto le forze nazifasciste.

I nostalgici mussoliniani di oggi, spesso non si rendono conto di come sarebbe stato il loro mondo se avesse vinto chi, 74 anni fa, fu eliminato dalla Storia, sconfitto dalle forze alleate, statunitensi e sovietiche e da chi difese con disperazione la libertà e la democrazia.

Oggi democrazia è una parola abusata e frusta, ha perso la fondamentale connotazione che aveva una o due generazioni fa, quando era percepita dalla gente che l’aveva persa, come un tesoro. Quello di Reggio Calabria è un esperimento sociale del Comune, sotto l’egida del giovane sindaco Giuseppe Falcomatà, candidato e vincitore per il centrosinistra nel 2014. Nella giornata di ieri, nella città, come una volta, sono state affisse ai muri le leggi fasciste:

divieto di riunione per più di tre persone anche in locali chiusi, divieto di adunanza, divieto di sciopero, soppressione della libertà di stampa e delle libertà individuali, soppressione della libertà di parola. Ripristino della pena di morte, istituzione di una tassa sul celibato per favorire le nascite, istituzione del voto palese e non più segreto. Niente posti pubblici a chi non giura fedeltà al regime. Diritto di voto solo per uomini maggiori di ventuno anni e dietro pagamento di una tassa. Niente più consigli comunali e municipi, ma istituzione di un podestà con potere assoluto.

Insomma, messe così fanno un po’ paura, non trovate?

Quelle libertà che oggi molti sciocchi danno per scontate non lo sono. In Svizzera vige fortunatamente uno dei sistemi di governo più democratici, e nella graduatoria sulla libertà di stampa siamo al quinto posto, subito in coda ai Paesi scandinavi, così non è purtroppo per l’Italia che, seppur democrazia anch’essa, è ancora lontana da una libertà reale di stampa ed espressione, collocandosi solo al quarantacinquesimo posto, dietro a Paesi come il Ghana, la Lituania o il Burkina Faso.

Eppure quell’arrogante dittatura, i cui tentacoli fanno ancora purtroppo capolino, era ben peggiore. La memoria se ne va, scivola via come un serpente sull’acqua. Mantenerla viva, ricordare alla gente quale sarebbe stata la differenza, è un dovere. Lo è Per gli Italiani, i francesi, gli Inglesi, i tedeschi, gli svizzeri e tanti altri. Nessuno può ignorare o dimenticare, il prezzo da pagare sarebbe troppo alto.

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