Da influencer a idiota del villaggio globale

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Chi ancora pensa che i social o il web possano essere migliori o diversi dal mondo reale, si ricreda. Il teatrino talvolta squallido dei social media non è dissimile da quello della vita. Dove c’è chi si spaccia per quel che non è, esattamente come certi venditori di fumo di lungo corso che hanno la faccia come il culo. A riprova di questa triste verità, la sconsolante parabola di una ventunenne di Tampa, in Florida, che s’è trovata col profilo Instagram bloccato.

A chiuderlo e a lasciare a bocca asciutta i suoi centomila e dispari seguaci, detti in gergo tecnico follower, non è stata lei. Ma piuttosto chi amministra e sorveglia che, gli account di questo o quell’altro social, non vengano usati per veicolare messaggi impropri o come in questo caso di stampo razzista. Sì, perché la rimozione del profilo personale di Jessy Taylor da Instagram, sarebbe avvenuta per via di alcuni insulti detti a una donna di colore in un video in cui la mentecatta, giunto per evitare qualsiasi equivoco, continuava a ripetere di essere razzista.

Un genio del male che, una volta segnalata agli amministratori del social in questione, ha visto sciogliersi come neve al sole il suo piccolo trono, lo scettro e la corona di cartapesta. Una giovane web influencer che s’è ritrovata con la carrozza tramutata in zucca, come una Cenerentola al contrario. Perdendo in un click tutti i privilegi acquisiti a furia di proclami e altri consigli dispensati a mo’ di perle di saggezza lanciate copiose nel web, ma soprattutto senza più un centesimo delle cospicue entrate economiche assicurate dall’esercitare una certa influenza sui propri seguaci.

C’è chi ha fatto fior di quattrini capitalizzando i propri follower. Facendone una professione, oltre che un modo per sentirsi qualcuno. Un potere parecchio inebriante, al punto che non di rado c’è chi pensa di poter dire e fare quel che gli pare. Salvo poi pagarne care le conseguenze. “Ho bisogno del mio account Instagram – ha confessato in lacrime la Taylor sconsolata – non voglio tornare a lavorare da McDonald’s. Non so fare nessun altro lavoro.”

“Sono totalmente inutile. Non sono niente senza i miei follower, mi state rovinando la vita. Tutti i soldi che faccio, li faccio online”, ha aggiunto senza alcuna vergogna la povera squilibrata, manco fosse una mocciosa di cinque anni alla quale hanno appena rotto la Barbie a cui era più affezionata. Eppure proprio in queste sue parole si annida la vera tragedia. Legittimare chi, grazie alla propria capacità di circuire il prossimo, riesce a vivere di fuffa, convinto del fatto che scorciatoie e altri trucchi siano legittimi è insultante e ingiusto nei riguardi di chi si fa il mazzo e, a cominciare da commesse e commessi dei fastfood, lavora sodo. A differenza di certi idioti che si annidano nel web.

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