Il Corriere scivola sul rossetto

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Il quotidiano di Muzzano, in un articolo sulla rappresentanza femminile in Parlamento, rispolvera un linguaggio più adatto agli anni ’50. Molto rumore e tante prese in giro: “il prossimo articolo chiederanno ai deputati se quando vanno in bagno fanno a gara a chi ce l’ha più lungo?” chiede una internauta.

“Ombretti, cipria e rossetto. Armi di seduzione che a partire dal 2 maggio vedremo forse più spesso sui banchi del Parlamento, considerando la maggior presenza femminile nell’emiciclo di Palazzo delle Orsoline. La nuova legislatura prenderà il via con 9 donne in più rispetto agli scorsi quattro anni, con ben 31 deputate distribuite all’interno delle diverse forze…”

Questo l’incipit di un articolo del Corriere del Ticino, che ha fatto diverso rumore. Soprattutto tra le deputate di sinistra di quel malaugurato emiciclo che, a sentire il cronista del Corriere, dovrebbe rigurgitare rossetti, mascara e lacca per capelli.

Perché checché se ne dica, la sinistra, pur contando solo 24 deputati su 90, può annoverare quasi la metà di quelle fragili e vezzose deputate che riempiono il parlamento, o perlomeno così le vede il Corriere.

Ma queste non sono donne da tutù rosa e rossetto color pervinca, sono donne che hanno passato la loro vita a cercare di scrollarsi di dosso certi pregiudizi idioti che sinceramente il Corriere del Ticino poteva evitare, anche solo perché una serie di stereotipi così scemi sono davvero difficili da inanellare anche per un praticante del primo anno. Numerose sono le donne e le deputate a lamentarsi del taglio dato all’articolo. Ha fatto un esercizio divertente il portavoce del PS David Marin in un suo post decisamente ironico, provando a ribaltare la situazione:

“…Scarpa, completo, cravatta. Armi di virilità che a partire dal 2 maggio rivedremo, come sempre, sui banchi del Parlamento. Nella prossima legislatura andrà più il mocassino, la richelieu o la classica derbie? Bottoni o gemelli? E per il colletto delle camicie, rivedremo dei button-down o dei wing tip?

“La gara al completo col miglior taglio un po’ mi preoccupa e spero che il tradizionale andirivieni per i corridoi non si trasformi in una sfilata”

afferma un deputato. Non si corre il rischio del calzino bianco, anche perché non è ancora entrato nel look che i deputati sfoggiano a Palazzo. Il lino, invece, a maggio farà faville, spodestando i tessuti di fina lana estiva. La maggioranza dei deputati ha già mostrato che preferisce una cravatta uniforme di colore blu chiaro, meno connotata di una cravatta rossa, che permette di non destare troppo interesse tra gli osservatori della moda maschile a Palazzo.”

Insomma, si parla di parità salariale, di genere, di diritti delle donne e poi il maggiore quotidiano del nostro Cantone scivola ignominiosamente non su una buccia di banana, ma su una chiazza di fondotinta. Un cliché superato che come dicono in molte, dovremmo esserci lasciati alle spalle da tempo.

Non sappiamo quante siano le donne impiegate nella redazione del Corriere, ma le esortiamo a farsi sentire, d’altronde Pontiggia è gentiluomo d’altri tempi, un’udienza ad una muliebre rappresentanza impiegatizia la darà di sicuro, magari anche offrendo thè e pasticcini. È gradito l’abito lungo.

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