Il governo: Robbiani, cambia tono

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Che Massimiliano Robbiani sia votato è un fatto. D’altronde quando c’è un babbuino maschio che strilla come un pazzo è automatico il codazzo di quelli convinti che più urli più sei bravo, anzi, se poi gesticoli e sbavi un po’ ancora meglio.

La realtà è che Robbiani strilla e strilla ma porta a casa poco, questo evidentemente al branchetto che lo continua a votare va bene, così hanno l’impressione di fare ancora parte di quell’ “ala barricadera” che oggi si va a cercare col lanternino.

Comunque Robbiani, che fa il martire contro il Governo cattivo, quello a maggioranza relativa del suo partito, così per dire, si è visto cazziare ancora una volta. Mica perché ce l’hanno con lui, ma proprio perché continua a porre domande talmente imbecilli che verrebbe il nervoso anche all’ufficio beatificazione vaticano.

Ma cosa aveva chiesto Robbiani al Consiglio di Stato? Al suo e nostro governo, quello che, Robbiani permettendo, dovrebbe dirigere il Paese e migliorare le nostre condizioni di vita?

Gli aveva chiesto se dietro a un profilo di Facebook si nascondeva il “maestro di Barbengo”, già bersaglio del Robbiani perché aveva espresso delle idee, idee che evidentemente i dipendenti statali, soprattutto se la pensano diversamente da Robbiani, non possono avere.

Noi supponiamo che al governo del Ticino non freghi una beneamata cippa di chi si nasconda dietro alle migliaia di profili falsi che scorrazzano per FB. E se anche gliene fregasse, dubitiamo che sia compito del Governo andare a cercare di scoprire chi si celi dietro a un eventuale profilo falso.

Non per cattiva volontà, Robbiani, ma proprio perché non sono cazzi del governo, hai compreso? Guardami negli occhi…ce la fai? Sento rumore di rotelle, dunque un pensiero articolato è possibile in quella testa.

Seguimi, Robby: se un profilo falso di Facebook, diciamo Wonderwoman, dice che Trump è un idiota, e tu sei convinto che Wonderwoman è la tua vicina di casa e vuoi smascherarla, mi dici perché il Governo del Cantone Ticino dovrebbe sprecare tempo e denaro per risponderti? Eh si, perché ‘ste stronzate ai contribuenti costano, l’ufficio del CdS deve lavorare per rispondere a te che vuoi sapere chi è Wonderwoman, una cosa che anche la polizia ha difficoltà a fare. Perché se vuoi sapere chi si nasconde dietro a un profilo di Facebook, devi avere serie motivazioni giudiziarie e fare una rogatoria internazionale per chiedere a Zuckerberg di dirti chi è quella tizia.

Anche a noi piacerebbe tanto sapere chi c’è dietro ai “cani Pei”, agli “Zii Bill”, ai “fringuelli” del Mattino della Domenica, ma mica chiediamo al Governo di dircelo loro.

A questo punto tu mi vieni a fare i paladino degli oppressi? Perché il governo nella sua risposta ti dice letteralmente di: “…usare un tono più consono al suo ruolo nella presentazione di atti parlamentari”?

Considerazione doverosa, visto che intitolare la tua interrogazione del menga: “Interrogazione bis sul docente con il profilo social “Mau Green”; Bertoli, non fare Ponzio Pilato”, fa girare le balle di sicuro a Bertoli, ma fa anche alzare gli occhi al cielo agli altri quattro.

Continua a lavorare così per il Paese, Robby, stai sulle barricate! Ribellati alle vessazioni di questo governo a maggioranza relativa leghista che non capisce le profonde lacerazioni emotive che ti provoca non sapere chi si nasconde dietro a dei profili fake. C’è chi ti vota, e quanto ci piacerebbe fare pagare a loro le fatture delle tue interrogazioni, siamo sicuri che così facendo starebbero magari più attenti a quello che fai e magari ti voterebbero un po’ di meno.

Invece siamo anche noi a dovere passare alla cassa per coprire i costi di ‘ste boiate, vedi che la democrazia ha i suoi seri limiti? E tu sei uno di questi.

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