Il rally e i Verdi improvvisati

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A sentire i candidati di queste elezioni, Verdi e socialisti a parte che la politica ambientale l’hanno sempre promossa, sono tutti verdi. Dal verde pisello al verde smeraldo. Passando attraverso tutte le sfumature della giungla amazzonica. Ognuno a ricordarci quanto si è sprecato per ripulire il greto del fiumiciattolo di paese o per garantire la sopravvivenza al chiurlo alpino dalla gualdrappa.

Avevate archiviato e dimenticato il rally che fece parecchio discutere nell’estate del 2018?

Quel colosseo di motori rombanti e di gas di scarico, rappresentazione edonistica del motore a scoppio e spettacolo gladiatorio di lamiere sfolgoranti di sponsor, al quale il dipartimento della circolazione aveva dato il nulla osta? Il ricorso era stato interposto da una serie di associazioni ambientaliste del Mendrisiotto.

Il dipartimento delle istituzioni, che presiede anche alla circolazione, tenuto saldamente in mano dal verdissimo Gobbi, aveva detto di sì. Il sì di Gobbi era stato accompagnato dal sì del collega leghista al dipartimento del territorio Zali, che è verde quando gli fa comodo ma poi fa fuoriuscire la sua passione per le corse motorizzate. Zali non solo dà la deroga, ma quando arriva il ricorso decide, da presidente del Consiglio di Stato, di far fare comunque il rally con un provvedimento procedurale.

Il rally è stato fatto, ma il ricorso rimane e prima o poi va evaso. I bene informati ci dicono che qualcuno avrebbe voluto metterci una pietra sopra in questi giorni, forse per non far notare le chiazze di catrame che spuntano qua e là tra le falde verdognole della cappa di Zali. 

Ma la decisione tarda. Qualche mano pia, quella che probabilmente fa la famosa differenza, ha pensato che il tema non merita di scivolare via nel caos delle elezioni, non dopo le voci dei giovani che neanche due settimane fa hanno chiesto proprio a chi governa di fare qualche cosa per questo mondo di tutti che stiamo uccidendo.

I giovani non meritano di essere presi in giro e conditi via con i giochetti da stanze dei bottoni. Per questo in quella stanza ci vuole qualcuno con i guanti verdi pronto a impegnarsi per fare la differenza. Anche perché i rally, lasciando perdere il risibile apporto che danno all’aria inquinata del Mendrisiotto, sono proprio un simbolo di quello spreco e di quel menefreghismo che ci hanno portati a questo punto. Cambiare è imperativo. Basta coi giochetti. L’orologio della terra continua a ticchettare…

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