Il Salone del Libro di Torino, siamo a quota 32!

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Per la divulgazione del libro, quindi della lettura, negli ultimi anni si è ricorso spesso a quelle manifestazioni che vedono riuniti scrittori, editori, agenti letterari, ecce cc … . Anche in Ticino, nel nostro piccolo, ci si è dati un po’ da fare: dopo «Poestate» sono arrivati il «giallo» a Massagno, il «festival» a Chiasso, la «traduzione» a Bellinzona, gli appuntamenti letterari al Monte Verità. Tutte occasioni che hanno un loro preciso motivo di essere e dai quali si esce, comunque, con una rinnovata voglia di leggere. Traducendo: bersaglio centrato.

In Italia queste occasioni sono parecchie, quasi ogni regione ha la sua. Se vogliamo tentare una specie di graduatoria (ma sono cose che non si dovrebbero fare, lo ammettiamo), un posto di spicco lo lasceremmo al Salone deli Libro di Torino (di solito in programma nei primi di maggio), al festival della Letteratura di Mantova (prima settimana di settembre) e a Pordenonelegge (una settimana dopo). Appuntamenti che ogni appassionato non si lascia sfuggire, magari anche solo attraverso le cronache (tramite web è possibile essere regolarmente aggiornati…) Perché ci sono sempre nuovi libri, suggestioni inedite, autori da scoprire, incontri in grado di meravigliare.

A Torino, dal 9 al 13 maggio, presso il Lingotto Fiere, il Salone riaprirà i propri battenti per la 32ma volta. Il programma è stato pubblicato la settimana scorsa e, gran bella conferma da quando al timone della rassegna vi è Nicola Lagioia, l’occasione è davvero ghiotta. Il direttore è davvero un intellettuale a tutto tondo, un bravo scrittore, un lettore infinito e, soprattutto, una bella persona: chi scrive l’ha conosciuto diversi anni fa e, come si dice, «ha lasciato il segno».

Il tema di quest’anno è «Il gioco del mondo», e sembra quasi essere rubato alla RSI (le belle interviste di Maurizio Canetta, poi sostituito da Damiano Realini). Un tema che dice tanto, se non tutto: infatti molto ci si può far confluire. Dal premio Nobel impegnato, il nigeriano Wole Soyinka (che sarà anche a Chiasso!) al cantautore che fa buon uso delle parole (Jovanotti), dallo scrittore che deve vivere sotto scorta (Saviano) al presentatore nazional-popolare per eccellenza (Pippo Baudo). Poi giallisti (Manzini e De Giovanni, quest’ultimo con una gran sorpresa …), parenti (il figlio di Salinger, che quest’anno compierebbe 100 anni), interviste impossibili (non ci lasceremmo sfuggire quella a Leonardo Sciascia («Ha contraddetto e si è contraddetto»), allenatori del pallone (Allegri, Sacchi e Vialli) e filosofi ufficiali (Savater). Di tutto e di più, ma non un minestrone. La lingua ospite, e non poteva essere altrimenti, è la spagnola. In fondo i veri grandi libri degli ultimi tre anni sono stati scritti in questa lingua: «Patria» di Aramaburu, «Berta Isla» di Javier Marias e «In tutto c’è stata bellezza» di Manuel Vilas. Sarà un salone tutto da seguire.

«Il gioco del mondo», 9-13 maggio 2019// Lingotto Fiere, 32mo salone internazionale del libro di Torino.

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