L’ex vice dello CSIA fa propaganda UDC

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Quando ci fu la votazione sulla civica si attaccò in massa il corpo docente, che aveva espresso dubbi sulla modifica. Ci fu una caccia alle streghe, con anche ridicole richieste di licenziamento. Oggi l’ex vicedirettore dello CSIA Denys Gianora fa propaganda per l’UDC.

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Vi ricordate la famosa votazione sulla civica? Quella che alla fine non cambiò quasi un fico secco nelle scuole? L’UDC, Siccardi, la destra composta dai lancillotti della scuola privata Sergio Morisoli e Paolo Pamini, si erano scagliati contro quella parte di corpo docente che aveva espresso dubbi a proposito.

Quei funzionari furono tutti tacciati di essere fuchi e traditori della patria. Ovviamente perché quei docenti e professionisti della scuola non erano, in quel frangente, servilmente appiattiti sul loro pensiero. Cominciò una caccia alle streghe, come se un docente, un professore o un pedagogista, non potessero avere un’idea o un’opinione.

L’attacco globale ai docenti fu una delle pagine più meschine e vergognose della politica degli ultimi anni. Stendiamo poi un velo pietoso sulle firme raccolte non solo a pagamento, ma inventandosi qualsiasi fanfaluca pur di estorcere una sottoscrizione.

È diverso però, per questa politichetta insulsa, quando si tratta di difendere le loro, di idee. Allora va benissimo che un docente, un vicedirettore, in questo caso, non solo esprima la sua opinione, ma ci metta pure la faccia come testimonial. È il caso di Denys Gianora, capo delle milizie di Leontica, che vestito da miliziano napoleonico campeggia sui manifesti dell’UDC. Il fatto che il Gianora sia pensionato da gennaio di quest’anno, praticamente ieri, non fa che rendere ancora più ipocrita la sua partecipazione alla campagna UDC. Che poi cosa c’entri questa votazione con le milizie bleniesi proprio non si capisce. Chiedere un controllo maggiore sulle armi automatiche, supponiamo non abbia a che fare con dei moschetti ad avancarica di inizio ‘800. Paolo Pamini, nel 2017 addirittura scriveva:

“ Ora si pone un grande problema e una grande domanda: i tanti docenti e le direzioni di istituto che sono scesi in campo gridando ripetutamente “no alla malacivica” spendendo decine di migliaia di franchi con inserzioni sui giornali, come faranno a riguadagnare credibilità insegnando con la dovuta dedizione la nuova materia?”

Pamini allora non solo metteva in dubbio la professionalità delle persone ma, in seconda battuta, avrebbe voluto armare i ragazzini a scuola in veste anti terrorismo. Leggiamo in un’intervista su TIO:

“La miglior garanzia di pace e liberà è una popolazione armata” scrive ancora Pamini, che invita quindi a valutare l’introduzione di corsi di tiro nelle scuole dell’obbligo. “Il tutto in nome della difesa della nostra libertà.”

Ecco, con idee demenziali di questo tipo, con l’utilizzo di dubbi testimonial, si difende quello che è un diritto solo per chi ha ideee squinternate come Pamini e la sua cricca dell’UDC. Per fortuna che almeno lui è stato scopato fuori dal parlamento nelle ultime elezioni. A voi valutare in votazione, se un maggiore controllo sulle armi automatiche, (solo di ieri è l’ennesima sparatoria in USA di un suprematista bianco) sia necessario o meno.

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