Izabella l’anti-Greta? Fesserie

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Anche alcuni nostri compaesani in salsa UDC, per cui evidentemente i cambiamenti climatici non sono una priorità, si sono infilati nella narrazione dei gruppuscoli di estrema destra, che cercano, senza grande successo, di pistonare la giovane Izabella Nilsson Jarvandi, come l’anti-Greta Thunberg.

Il tentativo, palese e anche di poco successo peraltro, è di trovare una figura giovanile e femminile che possa in qualche modo contrastare la narrazione potente della piccola Thunberg, che ha smosso milioni di persone nel mondo. Ma vediamo perché quello della Nilsson, pubblicizzata da media soprattutto di estrema destra svedesi, tedeschi e italiani è in realtà un fuoco di paglia.

Partiamo dai toni isterici e sconclusionati che certi personaggi sui social usano per attaccare la Thunberg. Attacchi privi di motivazione e fondamento, di cui avevamo già parlato (leggi qui), Negli ultimi tempi si è fatta timidamente strada questa Giovanna D’Arco dell’estrema destra. Anche lei svedese, belloccia e quindicenne. “Sono una giovane attivista politica contro il globalismo che cerca la verità e la giustizia per la mia amata Svezia” dice di se stessa la Nilsson. Poi è pure allineata alle posizioni dell’ungherese Orban è anti-immigrati e paladina dela famiglia tradizionale. Insomma, una quindicenne vecchia dentro.

Insomma, Izabella sposa in toto quella bieca mentalità cha da Stoccolma a Roma trova il plauso dell’estrema destra ultracattolica. Ma chi regge la coda di Izabella? Prima di tutto gruppuscoli di estrema destra svedese, poi tedeschi e italiani. I media della penisola ci sono cascati e hanno cominciato a creare un antagonismo che in realtà è solo sulla carta. Izabella ha fatto un paio di comizi andati semideserti, ha solo 6’000 followers su Instagram (rispetto ai quasi 500’000 della Thunberg), è inesistente su Facebook e la sua attività su Youtube non ha nessun contributo recente.

Inventarsi un nemico certo è intrigante per i media, che ci vanno a nozze, affamati come sempre di click e polemica. Nella stessa Svezia, per assurdo, pochi sanno chi sia Izabella, che non ha nemmeno lontanamente la popolarità di Greta Thunberg. Scrive la testata online Vice:

“A ogni modo le prime apparizioni di Nilsson Jarvandi risalgono al 9 dicembre 2018 a Göteborg e al 16 dicembre 2018, in piazza Mynttorget nel centro di Stoccolma. Effettivamente, la giovane tiene un comizio nei pressi dei “palazzi del potere” di fronte a (poche) persone con il gilet giallo; ma è un comizio all’interno di una manifestazione statica contro il Global compact per la migrazione, convocata da gruppuscoli ed esponenti dell’estrema destra svedese.

Una delle organizzatrici è Katerina Janouch, una giornalista svedese di origini ceche nota per aver diffuso bufale xenofobe sia in televisione che sul suo sitoKaterina Magasin. Due giorni dopo il presidio a Stoccolma, Janouch riporta il discorso di Nilsson Jarvandi e la paragona a Giovanna d’Arco, definendola una “giovane donna che combatte contro i tiranni che dominano il paese e che, nonostante le difficoltà, rifiuta di stare zitta.”

La Nilsson ha poi al suo attivo interviste in alcuni canali Youtube svedesi di estrema destra, come Swebbtv e Palaestra Media, oltre a pochi articoli per Nya Tider, un quotidiano svedese complottista e pure esso di estrema destra. Insomma, la solita accozzaglia di psicopatici squinternati. A fare da eco, i giornali, di nuovo di estrema destra tedeschi estremisti e xenofobi Die Freie welt e Epoch times germania.

In realtà, la storia di Izabella, alla faccia degli haters internazionali e nostrani, è destinata a spegnersi in breve, semplicemente perché questa contrapposizione demenziale tra destra e sinistra non esiste. Le tematiche climatiche preoccupano trasversalemente persone di tutte le ideologie e cercare di creare una contrapposizione dal punto di vista del marketing politico, è inutile.

Anche perché i temi di Greta Thunberg creano dibattiti e movimenti di popolo. Lo starnazzare della piccola sovranista Nilsson no. E la paura di questa gente, è proprio di vedersi scippare le tematiche cha fino ad ora hanno fatto la loro fortuna, per vederle sostituire con quelle dell’ambientalismo.

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