La Brexit vista da un altro lato

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Un affascinante articolo di Tonia Mastrobuoni, su Repubblica, ci parla per la prima volta della Brexit vista da un altro punto di vista. Da una frattura può nascere, se usata con intelligenza, un’opportunità in chiave sovranista.

Una frase riassume in fondo, come dice la Mastrobuoni citando Animal House, quello che è successo in Gran Bretagna in merito alla Brexit, che sembra sempre più fuori controllo: “…Io penso che questa situazione richieda che qualcuno faccia un’azione assolutamente futile e stupida. Si tratta solo di stabilire quale”.

E stupida e futile sembra sempre di più la spinta sovranista che sembra far deragliare l’ex impero britannico nella voragine del “non si sa che”.

Ecco, e come dice la Mastrobuoni, oggi, l’Inghilterra sembra un bambino piccolo fuori controllo e la UE, che si pensava indebolita, l’unico adulto della stanza. Lo stesso ex vice ministro degli esteri tedesco Michael Roth ha puntato il dito sullo spettacolo di m***a offerto da politici inglesi nati con la camicia che hanno frequentato le scuole e le università migliori, che difficilmente soffriranno le conseguenze del referendum più pazzo della storia.

L’Europa, per una volta, ha mostrato un fronte compatto senza crepe: le regole sono queste, se vi vanno bene ok, sennò la porta è quella, saluti e baci. Anche perché l’Inghilterra deve fungere da esempio. Un cedimento ora, vuole dire aprire le porte alle orde sovraniste che sfruttano ansie e paure per distruggere quanto di buono costruito collettivamente.

Quelli che ieri gridavano urrah alla Brexit, leghisti italiani o legaioli ticinesi, ora tacciono imbarazzati di fronte a questo spettacolo pietoso. Mastrobuoni esorta ora la politica ad attaccare i sovranisti sui loro errori plateali, evidenti agli occhi di tutti:

“(…) Perché non incalzarli, mentre il glorioso Regno Unito si candida, nella peggiore delle ipotesi, a diventare una via di mezzo tra un gigantesco hedge fund e una Cayman in mezzo all’Atlantico?”

Anche la paventata apocalisse dei profughi si è rivelata una presa in giro. Prosegue la Mastrobuoni nel suo articolo:

“…in Germania l’Afd, un partito che è ingrassato e si è spostato su posizioni di ultradestra grazie alle famose “porte aperte” di Angela Merkel, sta silenziosamente, ma costantemente perdendo voti. In alcuni Land cruciali dell’Est dove si vota tra settembre e ottobre ha perso dai due ai cinque punti, rispetto a sei mesi fa, mentre il partito più europeista della Germania, i Verdi, sta guadagnando consensi ovunque.
Fa sorridere poi l’idea che Matteo Salvini e l’Afd e gli altri partiti della destra populista possano coalizzarsi dopo le elezioni. Per fare cosa?” 
– e ancora -“ … qualsiasi tentativo dell’Italia di trovare una sponda nei cugini sovranisti ha trovato porte non chiuse: sbarrate. E il rapporto tra populisti e popolarità su un tema cruciale come l’austerità è inversamente proporzionale, se ci si trova in Germania o in Italia, in Olanda o in Grecia, in Danimarca o in Spagna. A Nord o a Sud, insomma. L’Afd, ad esempio, si scaglia spesso contro l’Italia e i suoi conti fuori posto per guadagnare consensi.”

La Mastrobuoni termina il suo articolo così:

“(…) Viceversa, la Lega prospera attaccando l’austerità tedesca imposta all’Italia. Anche a queste incongruenze dovrebbero far riferimento gli europeisti in questa campagna elettorale, per dimostrare che i populisti vivono solo di pars destruens. E non hanno idea di cosa proporre in alternativa a quello che sistematicamente distruggono.”

Ah, nel frattempo a Como, alle elezioni del consiglio provinciale (dove votano gli amministratori dei comuni comaschi), la Lega ha visto praticamente dimezzare i suoi voti e gli eletti, mentre la coalizione guidata dal PD ha raccolto il miglior risultato con 6 eletti di cui 4 di area dem.

Magari non vuol dire niente, magari invece è un segnale che si somma a numerosi altri in giro per l’Europa

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