La presidente Zuzana sale con la marea

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Zuzana Caputova, quarantacinque anni, donna, un passato da avvocato, ha battuto al ballottaggio il suo antagonista Maros Sefcovic nella competizione che li portava a ricoprire il ruolo del precedente leader Andrej Kiska.

L’elezione della Caputova è importante? Direi di si. Prima donna a diventare presidente slovacca, è stata attaccata duramente in campagna, con toni cui la politica populista e sovranista, quella che si richiama ai valori ultracattolici e xenofobi, ci ha tristemente abituati in tutta Europa.

L’”amica dei froci e dei migranti”, la “traditrice della nazione” è però andata avanti per la sua strada, con eleganza, pacatezza, con parole chiare e mai violente o aggressive, a dimostrazione che si può rompere questa narrazione di odio che impera anche in Italia per esempio.

“in nome della correttezza, del diritto, di ogni vero valore cristiano, anche verso gli Lgbt e i migranti. Io mi batto per la gente stanca delle ingiustizie, per i citoyens, i cittadini coraggiosi decisi a dire basta a ogni strapotere e a ogni ingiustizia e abuso, per i cittadini scesi in piazza in una mobilitazione senza precedenti protestando contro l´orribile assassinio del giornalista Jan Kuciak e della sua fidanzata. Io sono qui per tentare di incarnare il cambiamento, l´alternativa, e dare voce al cambiamento, per aiutare i cittadini a costruire una Slovacchia dignitosa Stato di diritto, una democrazia dove dominerà la gentilezza e correttezza nel confronto politico”.

Questo ci racconta Zuzana, che nel suo passato ha la gestione di bambini abusati e sfruttati e il progetto di sviluppo delle comunità locali. Con l’associazione Via Juris ha affrontato lo stato di diritto e la promozione della giustizia in settori come il funzionamento delle autorità giudiziarie, la responsabilità dei funzionari pubblici, la gestione trasparente della proprietà pubblica e il rafforzamento del controllo pubblico del potere pubblico.

Ha inoltre ricevuto il premio Goldman, un “Nobel” verde ed ecologista per il suo impegno alla lotta contro un’enorme discarica abusiva.

Questo è la pacata Zuzana, una donna di saldi principi liberali ed etici, una donna che rema controcorrente e che ha convinto gli slovacchi che la via dell’odio non solo non è percorribile a lungo termine, ma non porta nessun miglioramento o beneficio reale.

Zuzana è foriera di un vento nuovo che sembra arrestare la marea destrorsa e sovranista. Piccoli segnali li vediamo da noi in Svizzera, con l’arretramento dell’UDC e l’avanzata di sinistra e Verdi. Lo vediamo per assurdo anche in un’Italia, dove il Partito Democratico, dato per morto, sembra perlomeno assestarsi e preparare una faticosa ma sentita rimonta. Ce lo raccontano le manifestazioni di Milano, Verona, Prato, dove centinaia di migliaia d’italiani sono scesi in piazza per dire no alle politiche oscurantiste di Salvini.

Zuzana ha anche un ruolo importante, quello di rompere, con il suo arrivo, il compatto muro dei paesi Visegrad, che hanno fatto del populismo, del bigottismo cristiano e dell’odio verso i migranti la loro fortuna elettorale. Oggi l’Europa è un po’ meno cattiva e un po’ più sociale. Piccoli passi, gocce nel mare. Ma con le gocce il mare alla fine si riempie e monta la marea.

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