La rompiballe Gretina va dal Papa

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Che il quotidiano “Libero” di Vittorio Feltri sia una fogna a cielo aperto lo sappiamo tutti. Lo è a prescindere dalle ideologie. Un giornale come Libero, fa sembrare il Mattino della Domenica il bollettino parrocchiale di Corcapolo.

Nella copertina di ieri, Libero supera se stesso. Il quotidiano, conosciuto per le sue prese di posizione politicamente scorrette, ciniche e aggressive al limite della decenza, se la prende con la sedicenne svedese Greta Thumberg, la ragazzina simbolo dei moti ecologisti che recentemente hanno riportato alla ribalta il disastro ambientale che mette in pericolo il pianeta.

Per Libero Greta è “una gretina” e una “rompiballe”.

Certo che lo è, nessuno lo mette in dubbio.

E ce ne fossero di rompiballe così, di ragazzi disposti a immolare buona parte di se stessi sul puzzolente altare d’idioti come quelli di Libero. Perché questo è il vero coraggio di Greta, portare avanti idee fottutamente scomode, che danno un fastidio boia all’economia e alle destre. Danno fastidio a Libero, che è ormai una macchietta sgradevole, un giornale che ha trovato, come un gatto rognoso, la sua nicchia tra spazzatura, porcherie e insulti.

Una nicchia che esisterà sempre, come esistono gli scarafaggi sotto i tronchi putrefatti, è una questione quasi più biologica che antropologica. L’odio, la cattiveria, la stupidità hanno un loro mercato tra coloro che si ritengono superiori proprio perché così si illudono di non stare alle “regole”. Quelle regole normali della società civile che tutti conosciamo e che ci permettono di vivere insieme. Purtroppo in quell’insieme, ci sono anche i poveretti di Libero, giornalisti di quarta categoria, incapaci di trovare lavoro in giornali decenti, personaggi come Filippo Facci, degno erede del mostruoso Feltri. Facci che in una recente trasmissione aveva dichiarato:

“Se facessero un sondaggio  probabilmente in Italia credo che equamente destra e sinistra sarebbero d’accordo e mediamente indifferenti, mi rendo conto di quello che dico, persino sullo sterminio completo della popolazione rom.”

E quando si arriva a questi livelli, siamo purtroppo oltre l’imbecillità, e diventiamo corresponsabili di un pensiero orrendo e violento. Non ci sono scuse, quasto agire è non solo antidemocratico, ma violenta sistematicamente la società delle persone pacifiche, la democrazia e le leggi non scritte che dovrebbero imporre a un periodico di informazione di avere un minimo di correttezza.

Ma chiedere correttezza a persone che fanno del cinismo e dell’insulto la propria bandiera è totalmente inutile. E allora facciamo un’altra cosa, sosteniamo Gretina con tutte le nostre forze, aiutiamo questa rompiballe a fare andare l’osso del pollo di traverso alla gentaglia di Feltri, mercenari senza onore, gente da poco, Quaquaraquà, parafrasando “Il Giorno della Civetta” di Leonardo Sciascia.

Perché ce li dobbiamo lasciare indietro questi soldatini dell’odio, come le pecore in un paesaggio dal treno, che rimpiccioliscono man mano fino a scomparire.

Perché la storia viaggia veloce, e noi sostenendo Greta e i suoi la stiamo cavalcando, Feltri e Facci invece si beccano solo gli schizzi di fango alzati dagli zoccoli

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