La Rompipalle

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Oggi la signora Thunberg è passata da Lugano. Per divertirmi ho raccolto solo alcune delle accuse con cui gli utenti l’hanno bombardata sulle pagine Facebook dei media ticinesi: si è beccata accuse di inquinare viaggiando in treno; di fingere di viaggiare in treno; di fingere di viaggiare in bici; le è stato chiesto chi paga i suoi viaggi; è stata accusata di aver venduto i diritti italofoni del suo libro alla Mondadori; di dire cose scontate; di essere la figlia di una cantante che ha partecipato all’Eurosong (cosa vera, ma fa ridere comunque); è stata ancora invitata a usare solo il più ecologico web per divulgare il suo messaggio (e sull’impronta ecologica del web si potrebbe discutere, tra energia per i server e milioni di tonnellate di minerali tra i meno etici ed ecologici del pianeta nei chip); è stata evidentemente accusata di essere inquietante e ansiogena; è stata accusata di farlo per soldi; è stata accusata di essere una bufala; è stata accusata di essere il prodotto di una campagna pubblicitaria; è stata accusata di usare l’elettricità; è stata accusata di essere un’extraterrestre; le hanno chiesto “e la plastica?”; è stata invitata a spostarsi a cavallo; e, infine, è stata accusata di essere finanziata da Soros, dai soliti noti o da chissà chi altro.

E a Lugano quanto c’è stata? Sì e no un paio d’ore. Tralascio la prima dozzina di accuse, ma pensare che una donna che ha trovato (probabilmente grazie anche a un briciolo di ossessività dovuta alla sindrome che ve la fa trovare tanto inquietante) un modo di comunicare i rischi del riscaldamento globale di origine antropica che non era riuscito a praticamente nessuno prima di lei sia un burattino manovrato da chissà quale forza del male, è ai livelli del terrapiattismo.

Il riscaldamento globale di origine antropica è una teoria accettata da praticamente tutti i ricercatori del settore. Vi è una minoranza di scettici, che tra l’altro spesso sono solo moderatamente scettici, preoccupati dalla scarsità di dati (sai com’è, il motore a scoppio e una sovrappopolazione tale da mandare al collasso il pianeta esistono sì e no da un centinaio d’anni, mentre i mutamenti climatici vengono studiati sui secoli se non sui millenni). E in questo senso il fatto che la signora Thunberg dica cose scontate forse è vero. Ma non vedo come possa essere scontato qualcosa che chiunque provi ad avere comportamenti ecologicamente attenti trova difficilissimo.

Mettere in pratica con coerenza una vita sostenibile è tragicamente faticoso, e noi siamo una specie animale disgraziata dedita al divano e al risparmio energetico [(nel senso del non stancar le gambe) e qui la prima pietra la scaglio contro me stesso]. Ma convincersi che ci sia dietro chissà quale organizzazione occulta e scartare la possibilità che la signora Thunberg sia solo una donna fottutamente ostinata nell’applicare la sua strategia divulgativa di un pensiero tanto semplice, scusate, ma può essere dovuto solo a un disturbo formale del pensiero.
L’unica critica che condivido sulla signora Thunberg è che sia una gran rompipalle. Perché ritengo che spaccare la minchia sia un requisito fondamentale per chiunque voglia cercare di modificare significativamente il cammino della nostra specie. Dante rompeva le palle, chiedetelo a Bonifacio VIII; Shakespeare rompeva le palle mettendo alla berlina la pochezza del potere (poi era anche un gran paraculo che se lo salvava ambientando ogni cosa sai tu dove); Galileo rompeva le palle facendo girare quelle giuste; e Newton, e Darwin, e Einstein hanno rotto le palle; le suffragette hanno rotto le palle; chiunque nella storia si sia opposto allo status quo in nome delle sue convinzioni è sempre stato considerato un rompi palle. Poi quando s’è capito che aveva ragione, un genio all’improvviso. Quindi grazie se ve le ho rotte anch’io, l’ho sempre considerato un complimento.

P.s: ho letto anche chi l’ha invitata a tornare a scuola. Ecco. Facciamo un test. Hai sentito parlare lei? Ora prova te. Ma va a da via ‘l cü!

Filippo Suessli

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