La (s)fortuna di avere un Philippe Bouvet

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Come si fanno a sopportare le scemenze di Philippe Bouvet? La bestialità e l’arroganza di un leghista candidato al Gran Consiglio che, stando a ciò che dice, sembra aver finito l’asilo ieri l’altro? Uno che in passato si è distinto per aver invitato la Consigliera nazionale Ada Marra a “farsi la doccia con (ma forse era in… n.d.r.) una betoniera” proprio come fanno certe organizzazioni mafiose per eliminare chi si oppone loro. (Leggi qui)

Uno che dopo aver insultato a gratis Giorgio Napolitano, il penultimo presidente della Repubblica italiana, pretendeva d’insegnare le buone maniere a un Adriano Venuti e proprio non capiva perché un ipovedente fosse Consigliere di stato invece che in AI (leggi qui). Insomma, uno convinto che la dialettica politica sia una roba tipo la boxe ma con colpi sferrati sempre e solo rigorosamente sotto la cintola.

Lo stesso Philippe Bouvet che, ora, di fronte ad alcuni manifesti elettorali della Lega e dell’UDC, imbrattati da ignoti, sbraita a gran voce contro chi, a parer suo, è colpevole di essere il mandante di tale gesto. “La sinistra dimostra ancora una volta il suo vero volto moralista dittatoriale totalitarista. È vergognoso che vengano denigrati in tal modo 2 Consiglieri di Stato uscenti che hanno lavorato solo per il bene del Ticino! (Non si può dire altrettanto di altri che si ripresentano..).”

Ovviamente, anche qui, sorvoliamo sulla punteggiatura. Ma non sugli argomenti sfoderati né sul tono da comizio da bettola dove moralista, dittatoriale e totalitarista ricordano tanto la supercazzola con scappellamento a destra. Cioè il vuoto pneumatico di chi, senza vergogna, apre la bocca e le dà fiato. Per dire che i manifesti imbrattati sono, di sicuro, l’opera di qualche cretino per forza di sinistra. Insomma, parole dette a vanvera se non addirittura da querela. Perché gettare fango sugli avversari politi come fosse letame è uno sport nel quale il buon Philippe si è guadagnato almeno un paio di medaglie di quelle pesanti.

Pertanto – continua, a suon di punti esclamativi, il Bouvet – mi aspetto una presa di posizione forte da parte della sinistra a condannare senza se e senza ma quei deviati che vogliono un consigliere di Stato “a testa in giù” e che anche le altre forze politiche condannino questo atto vergognoso! Se poi questi imbecillì pensano di averla fatta franca, la zona è piena di telecamere private e pubbliche, perciò è questione di tempo! Alla luce di simili vergognosi atti, invito veramente i cittadini ad esprimersi per il tramite delle urne qualunque sia la loro fede politica o ideale di società andando a votare!

Ecco come mai, ogni tanto, la tentazione di mollare tutto e andarsene via – lo confessiamo – c’è proprio tutta. Perché rimanere qui, a stringere i denti in una terra che al meglio delle sue possibilità riesce a intoppare di gentaglia le liste elettorali? Che senso ha opporsi alle orde di nuovi barbari prontissimi a sfasciare anche quel poco di civiltà e di diritti che chi ci ha preceduto si è dovuto conquistato con le unghie e con i denti?

Ma poi però penso che, lasciare campo libero a Bouvet e ai suoi compari, è come starsene zitti e non fare nulla di fronte a un bullo che alla prima cosa che dici ti tira un pugno sul naso. È intollerabile. Proprio come il clima d’offesa e di odio nel quale quotidianamente ci troviamo a vivere. Così penso che avere uno come Bouvet, nella sfortuna, è un grande grossa fortuna. Perché so per certo che uno come lui il mio voto non lo avrà. Né ora né mai. Perché, scemo, va bene. Ma, kamikaze, no grazie!

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